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L’Alta Irpinia Dice no ad Alto Calore!

In ATTUALITA', AVELLINO, CAMPANIA
Febbraio 02, 2026
Dalla raccolta firme di Azione Civica, alle delibere dei Sindaci, il fronte della crisi idrica si allarga anche in Alta Irpinia. La nostra redazione intervista Donato Frasca leader di Azione Civica, Michele Di Maio sindaco di Calitri e Antonio Lenzi ex amministratore unico di Alto Calore spa.

La questione delle reti idriche è diventato uno dei temi più importanti per le popolazioni che abitano l’Irpinia. Oltre le questioni legate alle problematiche gestionali dell’Alto Calore spa in Alta Irpinia si apre un nuovo  fronte di crisi. In molti Comuni dell’Irpinia d’oriente serpeggia un fermento popolare che come un fiume  carsico scivola sotto la superfice per emergere in una cascata di firme dei cittadini che si stanno dimostrando  contrari al passaggio ad Alto Calore. Secondo il decreto regionale n.44/2023 alcuni Comuni dell’Irpinia d’Oriente, oggi serviti da Acquedotto Pugliese, saranno obbligati a passare con Alto Calore spa.   Il movimento politico Azione Civica si è fatto promotore di una campagna popolare affinché questo passaggio non avvenga e in pochi giorni ha già raccolto quasi mille firme da presentare al neoeletto presidente Fico affinché venga scongiurata questa decisione. La nostra redazione ha voluto incontrare Donato Frasca, leader  di Azione Civica Calitri, per comprendere le cause e le ragioni di questa protesta. Di seguito le risposte alle nostre domande:    

Da chi è nata questa petizione popolare e quali gruppi state rappresentando?

“La petizione è promossa da Azione Civica, gruppo che personalmente rappresento in consiglio comunale e che nasce proprio per raccogliere le istanze e i bisogni dei cittadini; “Azione Civica” è espressione diretta del  popolo, va oltre le ideologie politiche e lavora per affrontare e cercare di risolvere quelli che sono i problemi  della comunità.   Abbiamo auspicato fino all’ultimo quantomeno una sospensione del Decreto del Presidente della Regione Campania, il nr. 44 del 28 aprile 2023, che impone al nostro e ad altri Comuni il passaggio da Acquedotto Pugliese ad Alto Calore; quando abbiamo constatato che essa non ha fatto alcun passo indietro, ci siamo attivati per coinvolgere direttamente i cittadini con una raccolta firme che possa manifestare la ferma contrarietà di tutti a questo trasferimento.  Cogliamo l’occasione, e La ringrazio per questa opportunità, per comunicare che la raccolta prosegue in alcune attività commerciali del paese e che molto presto saremo nuovamente presenti presso la Casa della Musica.  L’obiettivo è raggiungere almeno mille sottoscrizioni, e devo dire che in pochi giorni siamo già  abbondantemente oltre la metà; confidiamo nei cittadini e li sproniamo a continuare a partecipare in massa,  insieme ce la faremo. Rinnoviamo l’appello a fare altrettanto già lanciato ai cittadini dei Comuni interessati: mobilitatevi, non possiamo accettare passivamente dettami provenienti dall’alto.”

Perché volete opporvi al passaggio all’alto Calore? Quali sono le vostre proposte per fare fronte all’emergenza Idrica in Irpinia?                                                            

“La risposta è semplice: il passaggio ad Alto Calore sarebbe una vera e propria sciagura per noi,  comporterebbe un aumento certo delle tariffe e gravi disservizi quali frequenti interruzioni della fornitura e/o cali di pressione del flusso idrico. Non comprendiamo poi perché dovremmo essere noi cittadini a ripianare l’enorme buco di bilancio creatosi in Alto Calore nel corso degli anni, si parla di milioni di euro di debito. Quanto alle nostre proposte per far fronte all’emergenza idrica in Irpinia, indubbiamente la questione è legata anche al cambiamento climatico e all’inquinamento, chi lo nega è in malafede. Tuttavia, noi crediamo  che si possa agire con interventi strutturali sulla rete idrica per sostituire le condotte ormai vetuste ed eliminare le perdite, bisogna sfruttare all’uopo tutti i fondi europei, regionali e statali disponibili. Al contempo, l’acqua pubblica necessita di una gestione seria e trasparente, più manodopera e meno dirigenza; detto in soldoni: assumere manovalanza e ridurre i “colletti bianchi”. Non da ultimo, occorre un’azione più decisa sul recupero dei crediti.”                                                                    

Quale esperienza avete avuto con AQP nei vostri comuni e come stanno affrontando il tema gli amministratori locali?                                      

“Riteniamo che l’esperienza con Acquedotto Pugliese nel nostro comune sia pienamente positiva, ad oggi le tariffe, considerato che il costo della vita è purtroppo aumentato, sono abbastanza congrue e, in ogni caso, di gran lunga minori di quelle applicate da Alto Calore; inoltre, il servizio è stato sempre garantito, nelle nostre abitazioni l’acqua non è mai mancata. Comprendiamo le difficoltà delle amministrazioni comunali coinvolte, che si sono viste estromettere da una decisione di vitale importanza per il nostro territorio e anch’esse costrette a subire le nefaste conseguenze di un diktat proveniente dall’ente regionale, ma a nostro avviso le amministrazioni tutte avrebbero dovuto allertare in tempo i cittadini, ricordiamo che sono trascorsi circa due anni e mezzo dall’adozione del decreto regionale. E’ bene chiarire che al di là delle rassicurazioni provenienti da autorevoli esponenti di partito, di cui non abbiamo alcuna ragione di dubitare, purtroppo ad oggi la situazione non è cambiata. Le amministrazioni dei Comuni interessati hanno fatto certamente la loro parte, chiedendo alla Regione un ripensamento, ma evidentemente ciò non è bastato, tant’è che il provvedimento regionale che sancisce il passaggio da Acquedotto Pugliese ad Alto Calore non è stato ancora formalmente né sospeso né ritirato. Ecco perché insistiamo affinché possa arrivare in Regione anche la voce diretta dei cittadini e stiamo continuando con la petizione; la nostra posizione collima perfettamente con il contenuto delle delibere comunali che, repetita iuvant, esprimono contrarietà al passaggio, ma non hanno risolto affatto il problema. Siamo convinti che affiancare la voce diretta della comunità a quella delle amministrazioni possa produrre un forte effetto dissuasivo nei confronti della Regione Campania.”  Infine conclude Frasca: “invitiamo tutti gli abitanti dell’Alta Irpinia a tenersi informati su questo problema e a contribuire alla nostra raccolta firme; solo uniti riusciremo ad essere ascoltati!” Nonostante il decreto dirigenziale n.44/2023 sia stato emanato da più di due anni, gli amministratori locali fino a qualche settimana fa, non sembravano molto preoccupati della questione. Già a lo scorso novembre Giuseppe Cestone, cofondatore di Azione Civica e candidato (non eletto) al Consiglio Regionale con la Democrazia Cristiana con Rotondi aveva spronato i sindaci dei 13 comuni interessati a scongiurare l’attuazione di questa legge. Solo alla fine di dicembre i sindaci sembrano aver dato risposta a questo appello. Su iniziativa del Comune di Lacedonia (capofila) altri 10 Comuni insieme all’ASI hanno deliberato la contrarietà al passaggio da AQP ad Alto Calore. La nostra redazione ha voluto approfondire la questione incontrando Michele Di Maio, sindaco di Calitri e membro dell’EIC (Ente Idrico Campano). 

In questi giorni molti amministratori hanno deliberato di non voler passare ad Alto Calore. Quali ragioni vi spingono ad essere contrari?                                           

“Tra 11 comuni e l’ ASI abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa che chiede il mantenimento del servizio in capo all’AQP, la sospensione del decreto n°44 del 28 aprile 2023 a firma del presidente De Luca ed un  tavolo permanente di confronto con Fico e EIC. I Comuni firmatari del suddetto protocollo grazie ad AQP godono di un servizio ottimale caratterizzato da: efficienza gestionale consolidata nel tempo, tariffe competitive ed equilibrate, continuità del servizio senza interruzioni significative, investimenti infrastrutturali continuativi ed un elevato grado di soddisfazione delle utenze locali. Inoltre la Regione Campania non ha adeguatamente consultato gli Enti in relazione al cambio di gestione, non ha tenuto conto delle esigenze e della diversità del territorio e degli investimenti strutturali in essere che ad oggi garantiscono un servizio efficace ed efficiente. Per tali ragioni ritengo sia più che giusto che i Comuni e l’ASI possano esercitare un diritto di autotutela.”                                               

Quali sono le proposte concrete che i sindaci pensano di mettere in campo per affrontare l’emergenza Idrica in Irpinia?                                                             

“Noi sindaci sosteniamo delle proposte concrete che consistono nel mantenere lo status quo della gestione del servizio idrico integrato mediante Acquedotto Pugliese, tutt’ora in corso di esecuzione, garantendo continuità qualitativa e tariffaria alle comunità locali, la sospensione degli effetti esecutivi del decreto regionale n. 44/2023 e l’apertura di un tavolo di consultazione partecipata che tenga conto delle diversità territoriale e del diritto di rappresentanza collettiva.”                                        

Come si può affrontare l’esposizione debitoria di Alto Calore senza dover ancora imporre rincari sulle bollette ai cittadini Irpini?                                                      

“Ci stiamo coordinando con gli altri sindaci per un incontro urgente con l’EIC ed Alto Calore per porre in essere tutte le iniziative che non penalizzino le popolazioni, pur sapendo che alcune modifiche tariffarie le impone l’Arera. Certo non va nella giusta direzione la scelta operata qualche giorno fa dalla dirigenza di Alto Calore di nominare altri due funzionari. È una scelta inopportuna. Metteremo in essere tutte le iniziative che scongiurino l’aumento indiscriminato delle tariffe.”                                           Per riassumere la questione, il passaggio dei comuni serviti da AQP ad Alto Calore non risolverebbe per nulla la più grande crisi strutturale degli acquedotti in Irpinia, ma spalmerebbe il problema anche sui pochi comuni che oggi godono di un servizio ottimale. Lo stesso sindaco Michele Di Maio, in sede del consiglio dell’EIC lo scorso 7 agosto ha votato a favore degli aumenti tariffari. La nostra redazione ha voluto incontrare Antonio Lenzi, ex amministratore unico di Alto Calore spa per avere una prospettiva autorevole ecco le sue risposte alle nostre domande:                           

Da ex Amministratore Unico che idea si è fatto delle cause che hanno generato la crisi amministrativa e gestionale di Alto Calore Spa?                                                

“Credo che la crisi di Alto Calore sia riconducibile alle difficoltà di riequilibrio della gestione caratteristica dovuta ai costi fissi, alla persistente morosità oltre che ad una intollerabile evasione da parte di chi si appropria della risorsa idrica furtivamente”

Pensa che l’aumento tariffario sia una strada sufficiente per risolvere l’emergenza strutturale delle reti idriche in Irpinia?                                                      

“L’aumento tariffario favorisce l’equilibrio economico finanziario ma per l’emergenza strutturale è necessario che si ponga mano al rifacimento delle reti.”                  

Pensa sia possibile ed utile avviare un tavolo interregionale di dialogo fra Alto Calore e AQP per la gestione delle Sorgenti Irpine? 

“Credo che AQP sia un modello a cui rifarsi. Io ho dialogato sistematicamente con manager autorevoli di AQP, sono certo che l’attuale governance di Alto Calore sappia cosa fare per risollevare la società.”

                                                       

Riassumendo le brevi ma coincise parole di Lenzi, l’aumento tariffario può contribuire a risanare il debito ma non è sufficiente per un intervento strutturale finalizzato al rifacimento delle reti. Toccherà quindi alla Regione o al Governo individuare le risorse necessarie per uscire dalla crisi idrica in cui versa l’Irpinia. Auspichiamo che questa terra ricca di acque e di sorgenti trovi il giusto canale per dissetare il proprio diritto all’acqua.

di Marco Iandolo