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L’eco delle dimissioni di Tavares tra gli operai di Mirafiori

In ECONOMIA
Dicembre 02, 2024

Le dimissioni di Carlo Tavares dall’incarico di amministratore delegato di Stellantis non hanno sorpreso gli operai dello storico stabilimento di Mirafiori a Torino. Passando il cancello 16 di corso Settembrini, le voci dei lavoratori rivelano una miscela di sollievo e preoccupazione. “Doveva lasciare l’incarico ben prima”, esprime Dario Candrilli, 46 anni, un tono di voce che riflette una critica profonda verso la gestione passata. “Le sue decisioni hanno spostato troppo lavoro all’estero, dimenticando le radici e la forza lavorativa locale.”

Parlando di lavoro, si apprende che l’attività nelle presse di Mirafiori è oramai inconsistente, ridottasi a soli due o tre giorni a settimana. La situazione è ancora più stagnante alle Carrozzerie, dove la produzione rimane interrotta fino a dopo l’Epifania. Aldo, che lavora da 38 anni nello stabilimento, racconta di reparti semi funzionali: “C’è chi va in pensione senza che nessuno venga a rimpiazzarlo, lavoriamo in condizioni difficili, tra freddo e sporcizia”.

Questo panorama di sfiducia trova una piccola luce di speranza nella partenza di Tavares. Tuttavia, esiste un forte risentimento che si fa strada anche quando si parla di compensi e incentivi. Enzo Di Napoli, 60 anni, si dice perplesso e critico verso l’ingente buonuscita che Tavares dovrebbe ricevere: “Più di cento milioni di euro per un manager che ha lasciato l’azienda in queste condizioni? È incomprensibile e ingiusto.”

Tra i commenti degli operai emerge il ricordo contrastante di periodi gestionali precedenti, con una nostalgia velata per le epoche di Sergio Marchionne. Nino, con 65 anni di età di cui molti trascorsi tra queste mura, confronta: “Marchionne, per quanto criticato, non avrebbe mai permesso una fusione che potesse mettere in secondo piano l’Italia così come è successo. Almeno lui, il meno peggio, manteneva un certo equilibrio.”

Questo sentimento di insoddisfazione si estende anche alla percezione più ampia della leadership di Stellantis. “Grazie a Dio Tavares se ne è andato”, afferma un altro lavoratore, dimostrando un mix di disillusione e speranza cauta per il futuro. È evidente una certa ansia per il nuovo capitolo dell’azienda, con un desiderio palpabile che qualcosa possa cambiare in meglio per invertire le odierne dinamiche industriali, molto cambiate rispetto al passato.

In conclusione, le dimissioni dell’ex amministratore delegato di Stellantis hanno acceso discussioni e speranze tra gli operai di Mirafiori, offrendo un’opportunità per riflessioni sul futuro di un’iconica realtà industriale italiana. La speranza di un rinnovamento che possa riportare lavoro e dignità a questo sito è palpabile, mentre i lavoratori attendono con trepidazione di vedere chi prenderà il timone e quali cambiamenti porterà. Il desiderio è quello di un leader che possa reinvestire nell’innovazione senza dimenticare le radici e i valori di un tempo che sembra sempre più distante.