
È stata pubblicata lo scorso 1 ottobre la biografia che ripercorre il travagliato rapporto tra Federico Fellini, mito del cinema mondiale, e suo fratello Riccardo, personaggio rimasto sconosciuto al grande pubblico nonostante una brillante carriera di attore e di documentarista televisivo. Un rapporto, quello tra i due fratelli intriso di incomprensioni, successi, cadute, e di un particolare e controverso rapporto con l’esoterismo. Di Federico Fellini ormai sappiamo tutto, o quasi: dei suoi film, della sua poetica visionaria, del suo stile narrativo onirico, del suo carattere, dei suoi dubbi e da qualche anno anche dei suoi sogni notturni e del suo misterioso rapporto con l’esoterismo. Di Federico è stato anche detto che più che una cinematografia, la sua sia piuttosto una vera e propria mitografia, ed è stato proprio lui ad alimentare la leggenda secondo la quale molti dei racconti che lo riguardano siano in parte o del tutto inventati. E cosi in ogni suo film, anche quello più fantasioso, rimangono confusi nel verosimile≫alcuni spunti veritieri tratti dalla realtà quotidiana. Ciò è vero soprattutto per le pellicole più legate alla sua biografia, come I vitelloni (1953) o Amarcord (1973). Quello che molti non sanno è che Federico ha avuto un fratello minore, nato un anno dopo di lui. Cantante, sceneggiatore, regista, attore di talento e uomo sincero con non poche qualità artistiche, probabilmente meno bugiardo del fratello, attraversa la scena cinematografica italiana per oltre venti anni (dal 1942 al 1963), e non sempre in punta di piedi: una buona carriera d’attore al fianco di Alberto Sordi e di Ugo Tognazzi, l’incontro con Pier Paolo Pasolini nel 1960, di cui diviene assistente alla regia, e il debutto dietro la macchina da presa come regista cinematografico nel 1963. Il nome di Riccardo Fellini come sceneggiatore e regista cinematografico è legato principalmente a tre soggetti: Storie sulla sabbia (1963), Separazione consensuale e Stella cavalla da circo, il primo presentato in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e gli altri due soggetti, mai portati sul grande schermo, di cui rimangono i vari trattamenti e un romanzo pubblicato postumo nel 2012. Esiste poi una terza carriera di Riccardo, questa volta di successo, quella di documentarista televisivo. Programmi come Zoo folle (1974) e Quegli animali degli italiani (1982), sono oggi considerati tra i migliori esempi di documentarismo televisivo italiano degli anni settanta e ottanta.
ALEXANDER GALIANO
Alexander Galiano nasce a Roma nel 1981. Progettista e scenografo, allievo di Mario Garbuglia, è figlio del produttore Sergio Galiano, già collaboratore, tra gli altri, di Pier Paolo Pasolini e di Federico Fellini. Archivista e biografo autorizzato, Alexander dedica la propria attività di ricerca principalmente alla vita e alle opere di Roberto Rossellini.
di Mat. Lib.

