Un’indagine recentemente pubblicata da Oxfam, e presentata in coincidenza con l’inaugurazione dell’annuale incontro del World Economic Forum a Davos, offre uno sguardo preoccupante sull’accelerazione delle disuguaglianze globali nel corso del 2024. Il documento, intitolato “Disuguaglianza: povertà ingiusta e ricchezza immeritata”, arriva anche nel momento in cui Donald Trump, miliardario e figura polarizzante, assume nuovamente la presidenza degli Stati Uniti con il plauso di Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo.
Nel 2024, la ricchezza combinata dei miliardari ha subito un incremento spettacolare, crescendo di 2.000 miliardi di dollari, una somma che si traduce in un guadagno di circa 5,7 miliardi di dollari al giorno. Questo tasso di crescita è tre volte superiore rispetto a quello registrato l’anno precedente. In parallelo, il numero di persone che vivono sotto la soglia di povertà (definita da Oxfam come un reddito giornaliero inferiore a 6,85 dollari), rimane invariato rispetto ai primi anni ’90, attestandosi a oltre 3,5 miliardi di individui.
Questa stagnazione nella lotta alla povertà contrasta fortemente con l’incremento della ricchezza al vertice. Infatti, il numero dei miliardari è salito a 2.769 nel 2024, da 2.565 l’anno precedente, e la loro ricchezza cumulativa è passata dai 13.000 ai 15.000 miliardi di dollari. Si tratta del secondo maggiore aumento annuale mai registrato per quanto riguarda i patrimoni miliardari. A questo ritmo, Oxfam stima che entro dieci anni potrebbero emergere fino a cinque individui con un patrimonio netto superiore al trilione di dollari.
Un ulteriore dato allarmante riguarda la componente ereditaria di queste immense ricchezze: più di un terzo delle fortune miliardarie sono il risultato di eredità, mostrando come il ciclo della ricchezza si auto-perpetui amongst a select few. Questa situazione è esacerbata dall’influenza politica che individui così facoltosi possono esercitare, spesso a discapito di una distribuzione più equa delle risorse economiche.
Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia, sottolinea come le condizioni di precarietà economica e l’emarginazione culturale siano terreno fertile per politiche identitarie che dividono ulteriormente la società. Nei contesti politici attuali, inclusi gli Stati Uniti e l’Europa, queste dinamiche tendono a marginalizzare ulteriormente i problemi socioeconomici che colpiscono i più vulnerabili.
La conclusione del rapporto di Oxfam è chiarissima: senza un cambiamento significativo nella politica e nell’economia globale, l’obiettivo di un mondo più equo e inclusivo apparirà sempre più distante. La ricchezza continua a concentrarsi nelle mani di pochi, mentre miliardi di persone lottano quotidianamente per superare la soglia della sopravvivenza. La sfida di ribaltare questa tendenza è colossale, richiedendo un impegno concertato a tutti i livelli della società globale per ridisegnare i meccanismi di distribuzione della ricchezza e garantire un futuro più giusto per tutti.
