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L’Italia presenta il suo ambizioso Piano Nazionale Energia e Clima a Bruxelles

In ECONOMIA
Luglio 01, 2024

Recentemente, i ministeri dell’Ambiente, della Sicurezza energetica e delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno definitivamente inviato a Bruxelles il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Il documento polarizza gli sforzi dell’Italia nel raggiungere e sorpassare i traguardi precedentemente delineati dalla prima bozza, presentata a giugno 2023, con particolare enfasi sulle energie rinnovabili.

Il PNIEC si configura come un manifesto di intenti e direzioni future per il paese, in cui si intrecciano scelte pragmatiche e ambiziosi obiettivi ecologici. Gilberto Pichetto, ministro del portfolio, sottolinea la determinazione dell’Italia a superare le predisposizioni passate, indicendo una nuova era energetica senza pregiudizi verso le diverse sorgenti di energia. Il Piano è il frutto di un dialogo approfondito con i principali attori della transizione, orientato non solo a identificare criticità e sfide, ma anche a cogliere le massime opportunità di crescita e sviluppo sostenibile.

Una particolare attenzione è rivolta alle energie rinnovabili, ambito in cui l’Italia si propone di fare da apripista a livello europeo. Tra i pilastri del Piano vi è l’incremento della produzione di combustibili rinovabili, come il biometano e l’idrogeno, che potrebbero giocare un ruolo cruciale nel ridurre l’impatto ambientale del settore dei trasporti. I biocarburanti, secondo le proiezioni, avranno un impatto significativo anche nel breve termine, ammodernando il parco auto esistente verso uno più verde.

La mobilità elettrica riceve una spinta consistente, con la previsione di un aumento delle vetture alimentate a energia pulita che andrebbe a diminuire sostanzialmente la mobilità privata alimentata da fonti fossili. Complementare a questo è l’accento sul miglioramento delle infrastrutture esistenti, sia per quanto riguarda la cattura e lo stoccaggio di CO2, sia per le ristrutturazioni edilizie mirate a un maggior rapporto di elettrificazione, inclusa la diffusione delle pompe di calore nel mix termico rinnovabile.

All’interno di una visione di lungo periodo, non manca la riflessione sull’energia nucleare. L’Italia guarda a questa forma di energia come una componente integrativa plausible per la sua strategia energetica di medio e lungo periodo. Sebbene il dibattito sia ampio e polarizzato, il Piano prospetta un inizio dell’adozione della fissione nucleare a partire dal 2035 e della fusione in prossimità del 2050. Questa visione potrebbe delineare un’ulteriore rivoluzione energetica, facendo leva su tecnologie che promettono di essere più pulite e controllate rispetto al passato.

L’ambizione mostrata dall’Italia con la concretizzazione e l’invio del PNIEC a Bruxelles rappresenta un passo deciso verso un futuro più sostenibile e responsabile. Il piano non solo palesa una chiara linea d’azione in temi critici per il benessere planetario ma anche un impegno verso una strategia integrata che potrebbe rendere l’Italia un leader nelle politiche ambientali a livello mondiale.

In sintesi, con il PNIEc, l’Italia non solo si conforma, ma aspira a superare gli standard europei, sostenendo una transizione ecologica che è tanto una necessità globale quanto una sfida collettiva.