Il post-derby tra Lazio e Roma continua a far discutere fuori dal rettangolo di gioco. La decisione del Giudice Sportivo di infliggere una squalifica alla Curva Nord e ai Distinti del club biancoceleste ha scatenato la pronta reazione del presidente Claudio Lotito, deciso a difendere l’immagine della sua squadra ed a rivendicare la veridicità dei fatti.
In occasione della celebrazione dei 124 anni del club in Campidoglio, Lotito ha categoricamente respinto le accuse: “La Lazio razzista e antisemita? È un’accusa infondata”, ha dichiarato, evidenziando la presenza nel consiglio di amministrazione del club di un rappresentante della Fondazione Shoah. Le sue parole vogliono sgomberare il campo da ogni dubbio sulle politiche e sull’etica perseguita dalla società capitolina.
Il patron laziale non ha nascosto la propria incredulità verso le testimonianze che hanno portato alla squalifica: “Ululati contro Lukaku? Quasi 20.000 persone? Non li ho uditi e mi domando perché non sia stato fatto un appello immediato come nei casi precedenti”. Con questa osservazione, Lotito pone l’accento su quella che per lui è una mancata coerenza nelle reazioni delle autorità sportive di fronte a episodi simili.
L’intenzione di procedere con il ricorso è una via obbligata, secondo Lotito, per fare chiarezza e dimostrare che i valori della Lazio sono altri. Allo stesso tempo, l’attenzione dell’intervento del presidente si sposta verso la questione del riconoscimento delle difficoltà finanziarie che il calcio, come altri settori, ha dovuto affrontare durante la pandemia.
Un riferimento è stato fatto al mancato sostegno economico al settore sportivo, che a suo dire non ha ricevuto aiuti comparabili a quelli elargiti ad esempio all’industria cinematografica. “Il calcio è stato l’unico settore non aiutato dalla politica dopo il Covid”, ha sottolineato Lotito, specificando che l’unica concessione ottenuta, grazie anche al suo impegno, è stata la possibilità per le società di dilazionare in cinque anni il pagamento delle imposte sospese a causa dell’emergenza sanitaria.
In un contesto così acceso e denso di controversie, la figura di Claudio Lotito si fa portavoce di un messaggio chiaro: la battaglia per salvaguardare l’immagine e l’equità nel calcio è appena iniziata. E la Lazio, con lui in prima linea, non ha intenzione di cedere senza far valere le proprie ragioni.
