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M5S: Voto contro l’invio di armi all’Ucraina e critica al governo sull’allineamento con gli USA

In POLITICA
Gennaio 10, 2024
Giuseppe Conte denuncia la posizione bellicistica del governo italiano e sollecita un cambio di rotta verso il negoziato.

Roma – In una conferenza stampa tenutasi sotto la sede del Movimento 5 Stelle in Via Campo Marzio, l’ex Presidente del Consiglio e attuale leader del M5S, Giuseppe Conte, ha espresso il netto dissenso del suo partito rispetto alla politica estera del governo italiano sull’Ucraina, denunciando in particolare l’ultimo voto in parlamento relativo alle forniture militari.

Il M5S, spiega Conte, si è opposto alla decisione dell’attuale governo di spedire ulteriori armamenti a Kiev, ritenendo che questa scelta favorisca una pericolosa escalation. Contrariamente a quanto pronosticato alcuni mesi fa dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che aveva espresso fiducia in una vittoria contro la Russia, il M5S auspica una soluzione diplomatica che allontani il rischio di un’ulteriore intensificazione bellica.

Conte ha sottolineato che l’unico percorso auspicabile è quello del negoziato e delle trattative di pace. La politica adottata dal governo, a suo dire, non fa altro che assecondare passivamente le direttrici di Washington, incentrate su una logica militare distruttiva che ha portato a un aumento delle vittime e della devastazione.

Il leader del M5S ha inoltre lanciato una critica al governo per aver respinto una proposta di legge del suo partito che mirava a tassare le aziende belliche. Le industrie dell’armamento, secondo Conte, hanno registrato profitti enormi negli ultimi anni e dovrebbero contribuire finanziariamente alle esigenze nazionali, soprattutto in un periodo in cui le famiglie e le imprese italiane stanno affrontando difficoltà economiche legate all’aumento dei costi di carburanti e mutui.

In conclusione, Conte ha insistito sulla necessità di un cambio di approccio da parte dell’Italia, allontanandosi dalle politiche guerriere per focalizzarsi su quelle che soddisfino le emergenze del paese e mantengano il primato dell’interesse nazionale, in una chiave pacifista e di maggiore autonomia politica.