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Manoscritto del Cinquecento recuperato dai Carabinieri: restituito all’Archivio di Stato di Salerno

In ATTUALITA', CAMPANIA, SALERNO
Marzo 07, 2026
Il documento, individuato in un mercato antiquario in Umbria, contiene i protocolli notarili di Amalfi tra il 1566 e il 1597. Decisivo l’intervento del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.

Un prezioso manoscritto risalente tra il XVI e il XVII secolo è stato recuperato e restituito all’Archivio di Stato di Salerno grazie all’intervento dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Perugia. La restituzione ufficiale è avvenuta il 4 marzo nelle mani del direttore dell’Archivio di Stato di Salerno, dott. Amato Salvatore. Il documento era stato individuato lo scorso 3 febbraio su un banco ambulante del mercato mensile dell’antiquariato di Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia. I proprietari del banco sono stati sottoposti ad accertamenti investigativi, ma allo stato attuale si presumono estranei a qualsiasi responsabilità.  Le indagini, condotte dai militari specializzati del TPC con la collaborazione della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Spoleto, hanno consentito di identificare con certezza la provenienza del manoscritto. Il documento appartiene infatti al patrimonio dell’Archivio di Stato di Salerno e sarebbe stato sottratto in un’epoca non precisata. Gli approfondimenti tecnici hanno permesso di ricondurre il volume al fondo archivistico “Protocolli Notarili – I versamento – Distretto di Salerno”, che raccoglie registri contenenti gli atti dei notai operanti nella zona di Amalfi. In particolare, il manoscritto recuperato contiene l’elenco dei protocolli notarili del notaio Giovanni Ferdinando de Rosa di Amalfi relativi agli anni compresi tra il 1566 e il 1597. Si tratta di una documentazione di notevole valore storico e giuridico, capace di offrire una preziosa testimonianza sull’attività notarile e sulla vita economica e sociale del territorio amalfitano in età moderna. Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito dei controlli costanti che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale svolge su tutto il territorio nazionale. L’attività, che riguarda mercati antiquariali, fiere di settore e canali di vendita specializzati, ha lo scopo di verificare l’autenticità e la lecita provenienza dei beni messi in commercio. Anche in questo caso l’operazione ha permesso di intercettare un bene culturale di grande valore prima che potesse essere definitivamente disperso nel circuito antiquario. La restituzione del manoscritto rappresenta dunque un ulteriore risultato nell’attività di salvaguardia del patrimonio culturale italiano svolta dall’Arma dei Carabinieri, impegnata quotidianamente nella tutela della memoria storica e dell’identità culturale del Paese.

di Fausto Sacco