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Marco Marsilio trionfa in Abruzzo, il centrodestra consolida la sua presenza regionale

In POLITICA
Marzo 11, 2024

La tornata elettorale regionale abruzzese ha visto il candidato del centrodestra, Marco Marsilio, riconfermarsi alla guida della Regione con un risultato che supera la soglia del 53%, facendo leva sul consenso di oltre metà dell’elettorato. Luciano D’Amico, rappresentante del campo largo che unisce Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, si è dovuto accontentare del 46,5% dei voti, non riuscendo a offuscare la riconferma del presidente uscente.

Le liste hanno rispecchiato il successo individuale di Marsilio: Fratelli d’Italia emerge infatti come primo partito con il 24,1%, seguito dal PD al 20,3%. All’interno del centrodestra, Forza Italia con un notevole 13,4% distanzia la Lega, ferma al 7,6%, mentre il Movimento 5 Stelle resta a un passo con il 7,0%. Una novità nell’aggregazione del centro-sinistra è stata la presenza di Azione, che ha raccolto il 4,0% dei consensi. In coda, la lista Riformisti e Civici composta da si posiziona all’ultimo posto con soltanto il 2,8%.

Nonostante l’impossibilità di scegliere la formula del voto disgiunto, gli abruzzesi hanno avuto la possibilità di votare per il candidato presidente senza dare una preferenza ad una specifica lista: un’opzione che Marsilio ha sfruttato ottenendo circa 11 mila voti in più rispetto alle liste a lui collegate. D’Amico, al contrario, ha incamerato ben 22 mila voti in più rispetto alle liste del suo schieramento.

Analizzando i dati in una prospettiva di lungo termine, rispetto alle politiche del 2022, Marsilio ha migliorato ulteriormente il proprio risultato con un incremento di 29 mila preferenze, a discapito di D’Amico che invece arretra perdendo 7 mila voti rispetto al totale ottenuto dalla coalizione di centrosinistra, M5S e Terzo Polo. Il confronto diventa ancora più favorevole per Marsilio se paragonato al risultato di cinque anni fa, con un aumento di 28 mila voti. D’Amico, dal canto suo, ha subito una flessione di 37 mila voti in confronto alla somma di Legnini (centrosinistra) e Marcozzi (M5S) nelle elezioni regionali del 2019.

La vittoria del presidente uscente è stata schiacciante soprattutto nella provincia dell’Aquila, dove ha distanziato D’Amico di ben 23 punti percentuali. Lungo le province costiere la sfida è stata più serrata, con Marsilio che ha prevalso di stretta misura a Chieti e Pescara, mentre Teramo ha visto un testa a testa finito a favore di D’Amico.

Nei capoluoghi di provincia l’analisi del voto mostra una suddivisione equilibrata, con Marsilio in vantaggio a L’Aquila e Chieti, e D’Amico a Teramo e Pescara. Tuttavia, la vittoria netta nei comuni non capoluogo ha consolidato il successo di Marsilio.

Questa riconferma di Marsilio rafforza la presa del centrodestra sulle regioni italiane, che ora può contare su 13 amministrazioni regionali e sulla provincia autonoma di Trento. Di cui solo in poche il governatore è espressione diretta di Fratelli d’Italia. Per il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle resta l’amaro in bocca: questa sconfitta si aggiunge alle precedenti, con l’unica vittoria del campo largo registrata di recente in Sardegna. Resta da vedere come tale scenario influenzerà le future dinamiche politiche a livello regionale e nazionale.