Dopo un’intensa attività di indagine, la mattina del 22.3.2024, gli uomini della Polizia stradale hanno fermato un cittadino extracomunitario indiziato di rapina e lesioni consumate ai danni di alcuni automobilisti fermi al casello di Napoli-Est (A/16). Diverse le segnalazioni trasmesse negli ultimi tempi ad Autostrade per l’Italia. Il registro era sempre lo stesso: l’uomo, approfittando della barriera autostradale installata per il pagamento del pedaggio, minacciava e aggrediva gli automobilisti fermi al casello per farsi consegnare somme di denaro. In alcune occasioni, l’uomo si era spinto a molestare le vittime mostrando i proprio genitali. Ebbene, grazie alla descrizione offerta da due denuncianti e all’esame delle immagini estratte dagli impianti di videosorveglianza, la mattina del 22.3.2024 gli operanti della sottosezione di Avellino Ovest e Avellino guidati dal comandante Pietro Russo hanno individuato un uomo con caratteristiche somatiche corrispondenti: quest’ultimo, dopo aver messo in atto una breve fuga è stato prontamente bloccato e identificato dagli operanti, che hanno quindi proceduto al fermo di loro iniziativa. Una volta condotto negli uffici della stradale, l’uomo – un trentanovenne marocchino – è stato riconosciuto dalle vittime e poi condotto presso la Casa circondariale di Napoli-Poggioreale in attesa di convalida, così come disposto dal P.M. di turno della Procura di Nola. Il fermo è stato convalidato dal G.i.p. del Tribunale di Nola, che ha inoltre disposto la custodia cautelare in carcere. Il trentanovenne marocchino resterà in carcere in attesa del processo per verificarne la colpevolezza in ordine alle accuse mosse dall’Ufficio di Procura. Si comunicheranno i successivi aggiornamenti sulla vicenda. Si ricorda, in ogni caso, che il provvedimento cautelare interviene evidentemente in una fase preliminare ed è sottoposto a mezzi di impugnazione, mediante i quali è garantito il diritto al contraddittorio delle persone sottoposte alle indagini. I destinatari delle misure cautelari non devono essere considerati colpevoli dei fatti in contestazione fino alla pronuncia di una sentenza definitiva.
di Marco Iandolo
