Nel corso di un seminario riservato ai commissari europei nella tranquilla cornice di Jodoigne, in Belgio, l’ex premier italiano Mario Draghi ha delineato quello che sarà il suo impegno per i prossimi mesi: la preparazione di una road map strategica volta a rafforzare la competitività dell’Europa su scala globale. La proposta di Draghi arriva in un momento di crescente preoccupazione per le sorti economiche dell’Unione, compressa tra la potenza commerciale e tecnologica degli Stati Uniti e la crescente ascesa della Cina.
Dal 2016, l’Europa è stata testimone di avvenimenti epocali che hanno ridefinito il panorama geopolitico internazionale: dalle elezioni che hanno portato alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump, allo slancio della transizione verde, fino alla sorprendente accelerazione nell’adozione dell’intelligenza artificiale. Questi sviluppi hanno comportato un progressivo indebolimento dell’attività economica europea, evidenziando la necessità di adottare misure audaci per riportare il Vecchio Continente al centro delle dinamiche globali.
Il report di Mario Draghi, che sta riscuotendo grande attenzione, rappresenta un tassello chiave per la futura agenda della Commissione Europea capitanata da Ursula von der Leyen, che ha già manifestato l’intenzione di istituire un fondo per la sovranità europea. Tuttavia, di fronte alle resistenze di alcuni Paesi membri, si è dovuto optare per la piattaforma Step per l’innovazione tecnologica. Questa soluzione, sebbene meno ambiziosa, mette in campo risorse economiche significative provenienti dal budget comunitario e si pone come un primo passo verso un’iniziativa più esaustiva.
Particolare enfasi è stata data alla necessità di sviluppare una roadmap ampia e focalizzata, che preveda politiche mirate alle diverse aree di intervento. La metodologia proposta da Draghi, che ricalca quella già nota dai suoi giorni alla presidenza della Banca Centrale Europea, insiste sull’importanza di basare le decisioni su un’attenta analisi dei dati. L’inclusività e la trasparenza caratterizzeranno la fase di preparazione del documento, durante la quale verranno ascoltati tutti gli stakeholder interessati con l’obiettivo di raccogliere soluzioni innovative e concrete.
L’approccio produttivo intrapreso da Draghi, che ha già ascoltato diversi commissari europei sui temi della competitività, emerge anche dalla recente interazione con gli industriali dell’UE, che hanno condiviso le proprie preoccupazioni e proposto direzioni di azione. Quest’aspetto collaborativo è fondamentale e sembra essere un eco della strategia di ripresa economica messa in atto con il Recovery Fund che ha segnato il suo mandato in Italia.
Nel panorama politico europeo si rafforzano, intanto, le voci che vorrebbero vedere Draghi succedere a Charles Michel come presidente del Consiglio europeo, una posizione che sembra approcciarlo grazie alla stima e al rispetto guadagnati in anni di servizio pubblico. Mentre le speculazioni si rincorrono, il lavoro di Draghi prosegue, con l’attenzione rivolta alla creazione di un progetto che potrebbe influenzare significativamente il futuro economico e politico dell’Unione Europea.
