Rafforzare i controlli contro il caporalato, aumentare il numero degli ispettori del lavoro e potenziare gli organici delle forze dell’ordine per difendere i diritti dei lavoratori e tutelare le imprese che operano nel rispetto della legalità. È l’appello lanciato dall’UGL Matera attraverso il segretario provinciale Pino Giordano, intervenuto dopo i recenti controlli “Alto Impatto” effettuati nel Materano e nel Metapontino da Polizia di Stato, Carabinieri, Ispettorato del Lavoro, INPS e altri organismi competenti. “Il caporalato, il lavoro nero e lo sfruttamento della manodopera non sono soltanto reati odiosi – afferma Giordano – ma rappresentano una vera aggressione alla dignità umana, alla sicurezza dei lavoratori, alla legalità economica e al futuro dei nostri territori”. Un fenomeno che, secondo il sindacato, danneggia non solo chi subisce condizioni di sfruttamento, ma anche le migliaia di aziende che rispettano le regole, investono nella sicurezza e garantiscono occupazione regolare. L’UGL esprime apprezzamento per l’operato delle forze dell’ordine e degli enti ispettivi, sottolineando come i risultati delle ultime operazioni dimostrino che l’intensificazione delle verifiche consenta di far emergere situazioni di illegalità che alterano il mercato e mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori. Tuttavia, per il sindacato non bastano interventi sporadici. “Non si può pretendere di vincere una battaglia così complessa – sottolinea Giordano – senza investire seriamente negli strumenti necessari. Servono più uomini e più mezzi per consentire agli organi di controllo di operare efficacemente su un territorio ampio e caratterizzato da fenomeni diffusi di illegalità”. Secondo l’UGL Matera, il problema non riguarda esclusivamente il comparto agricolo, ma interessa l’intero sistema produttivo, dall’edilizia alla logistica, dalla manifattura ai servizi. Il lavoro sommerso e il caporalato generano dumping sociale, alimentano precarietà e sfruttamento, sottraggono risorse allo Stato e creano una concorrenza sleale nei confronti delle imprese virtuose. Tra le richieste avanzate dal sindacato figurano un piano straordinario di rafforzamento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con l’assunzione di un numero significativo di ispettori e personale tecnico specializzato, il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine e maggiori investimenti in tecnologie e strumenti operativi per garantire controlli capillari e costanti. Per l’UGL, inoltre, la lotta al caporalato non può limitarsi all’aspetto repressivo. Accanto a sanzioni severe e certe, è necessario rafforzare le misure di prevenzione, garantendo trasporti regolari ai lavoratori, soluzioni abitative dignitose, il potenziamento dei centri per l’impiego e della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, oltre a percorsi di integrazione capaci di ridurre le condizioni di vulnerabilità sociale ed economica. Il sindacato propone anche l’introduzione di sistemi di premialità per le aziende che rispettano i contratti collettivi, investono nella formazione e assicurano adeguati standard di sicurezza nei luoghi di lavoro. «Le imprese sane non possono essere lasciate sole – evidenzia Giordano –. Lo sviluppo economico passa dalla legalità e dalla qualità del lavoro, non dalla compressione dei diritti”. Particolare attenzione viene rivolta anche al comparto turistico-ricettivo in vista della piena stagione estiva nel Metapontino. L’UGL chiede un rafforzamento dei controlli in villaggi turistici, campeggi, stabilimenti balneari, strutture ricettive e pubblici esercizi per contrastare eventuali fenomeni di sfruttamento del lavoro stagionale. “Camerieri, addetti ai piani, personale di cucina, manutentori e animatori devono essere assunti regolarmente, retribuiti dignitosamente e tutelati dal punto di vista contrattuale e della sicurezza”, ribadisce il segretario provinciale, aggiungendo che chi aggira le norme per massimizzare i profitti deve essere individuato e sanzionato. Infine, Giordano richiama l’attenzione sul dramma delle morti sul lavoro, definendo ogni incidente mortale “una sconfitta per l’intero Paese”. Da qui l’invito al Prefetto di Matera, Maria Carolina Ippolito, a proseguire e rafforzare il percorso avviato attraverso il Tavolo provinciale sul contrasto al lavoro sommerso e al caporalato, coinvolgendo stabilmente istituzioni, organizzazioni sindacali, imprese e società civile. “Chi sfrutta i lavoratori deve sapere che non avrà alcuna giustificazione né copertura – conclude Giordano –. Chi invece crea occupazione nel rispetto delle regole deve essere tutelato e valorizzato. Questa è la battaglia dell’UGL: difendere il lavoro vero, la legalità e la dignità delle persone”.
di Fausto Sacco

