In un discorso appassionato tenuto in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università del Piemonte Orientale, il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha puntato il dito contro il senso di smarrimento che affligge le giovani generazioni, addossando una notevole parte della responsabilità al mondo degli adulti.
La generazione Z, nata in un’epoca di rapido cambiamento tecnologico e sociale, si trova ora a confrontarsi con sfide globali senza precedenti, tra cui la crisi climatica, la precarietà del lavoro e le diseguaglianze in aumento. Il presidente Mattarella sostiene che in un panorama tanto complesso, non sorprende che i giovani possano sentirsi disorientati. Emerge quindi una domanda cruciale: come possono i giovani navigare con fiducia in un futuro che sembra così incerto?
Secondo Mattarella, la risposta sta nell’azione degli adulti e, in particolare, nel ruolo fondante delle istituzioni educative. Gli adulti, a dispetto delle loro responsabilità, spesso hanno dimostrato incapacità nel trasmettere sicurezza e orientamento ai più giovani, proiettando invece un mondo frantumato dai conflitti, dalle iniquità e da un’economia inaffidabile.
È qui che intervengono le università, descritte da Mattarella come baluardi dell’istruzione e dell’innovazione, le quali hanno il compito cruciale di forgiare una generazione di ragazzi non solo istruiti, ma anche dotati di spirito critico e di un ruolo attivo nella società. L’appello del presidente è chiaro: le università devono andare oltre la semplice trasmissione di conoscenza; esse devono infondere nei giovani quegli strumenti emotivi e intellettuali necessari per essere non solo ascoltatori, ma anche attori del cambiamento.
Le parole di Mattarella risuonano nella comunità accademica e oltre, invitando a una riflessione su come l’educazione superiore possa evolversi per meglio rispecchiare le necessità di una generazione che si affaccia alla vita adulta in un mondo in tumultuo. In un’epoca di diffuso pessimismo e sfiducia, l’ottimismo e la chiarezza di visione incarnati dal presidente offrono una strada possibile verso il rinnovamento.
Se le università riusciranno a rispondere a tale chiamata, forse potremo vedere un futuro in cui i giovani, sollevati dall’incertezza e dal disorientamento, saranno veramente capaci di affrontare e superare le sfide che il nostro tempo pone davanti a loro. Con il giusto sostegno e le opportune risorse, l’istituzione universitaria potrebbe dunque diventare l’alfiere di una nuova era di prosperità e progresso, guidata da una generazione ispirata, informata e intraprendente.
