La scena politica di Foligno si anima in vista delle prossime elezioni comunali con una novità che arriva dal mondo ecclesiastico. Il diacono Mauro Masciotti, noto per il suo ruolo di direttore della Caritas diocesana e delegato della Caritas regionale, si appresta a confermare la sua candidatura a sindaco, rappresentando il centro sinistra e il mondo civico della città.
Masciotti, che fino a poco tempo fa svolgeva le sue attività all’interno della Chiesa, ha già intrapreso le procedure formali per dedicarsi completamente alla sua nuova aspirazione politica. Con la presentazione delle dimissioni da tutte le cariche detenute in seno alla Caritas, accolte sia dal vescovo di Foligno, Domenico Sorrentino, sia dal presidente della Conferenza episcopale umbra, Renato Boccardo, Masciotti si sgancia ufficialmente dalle sue responsabilità ecclesiastiche.
La candidatura del diacono rappresenta un caso particolare nel panorama politico locale, in cui una figura proveniente dal mondo ecclesiale si propone come guida amministrativa. In un contesto dove la Chiesa stessa sottolinea la non appartenenza ad alcun schieramento politico, la scelta del Masciotti di accettare una candidatura civica muove da una volontà di servizio alla comunità, che già da tempo lo vede impegnato sul fronte sociale e della solidarietà.
Nella sua transizione verso la politica attiva, Masciotti non trascura la dimensione ecclesiastica del suo passato e del suo percorso di fede. Ha infatti richiesto e ottenuto una sospensione “immediata” dal diaconato, uno stop pro-tempore, che si protrarrà per tutta la durata della campagna elettorale e, potenzialmente, per tutto il periodo del suo eventuale impegno politico.
Questa mossa è emblematica dell’integrità e del rispetto verso la sua precedente istituzione di appartenenza, in un’epoca in cui i legami tra religione e politica sono sempre meno netti e più carichi di intersezione. La Chiesa di Foligno, come pure la Conferenza episcopale umbra, si distanziano da una politizzazione del gesto, enfatizzando la necessità di una separazione tra le sfere del sacro e del civico.
Gli elettori di Foligno si trovano ora di fronte a una figura che ha servito la comunità da un contesto differente e che promette di continuare questo servizio, questa volta da una posizione di responsabilità politica. La partita elettorale si arricchisce così di uno sfidante che porta con sé una storia di impegno per gli ultimi e una vocazione alla gestione del bene comune che nasce lontano dai classici percorsi politici. La sua eventuale elezione sarà il banco di prova della capacità di una figura così unica di tradurre l’etica del servizio in efficace amministrazione civile.
