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Meloni difende le riforme e attacca il giudice Degni nella conferenza di fine anno

In POLITICA
Gennaio 04, 2024
Premier Giorgia Meloni prende posizione sul premierato, giustizia e MES, impegno per dialogo con l'opposizione e nessun intento di evitare la stampa.

Nell’appuntamento annuale di fine anno con la stampa, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha affrontato una vasta gamma di temi che spaziano dalla riforma del premierato alla giustizia, dalle polemiche sul Mes fino alla recente controversia riguardante il giudice della Corte dei conti, Francesco Degni.

In apertura, la Premier si è scusata per il rinvio della conferenza stampa, chiarificando che non c’era alcuna intenzione di “scappare” dalle domande dei giornalisti, e ha espresso il suo impegno a garantire il rispetto per la libera informazione.

Parlando della riforma del premierato, Meloni ha ribadito che l’introduzione dell’elezione diretta del capo del governo non sminuirà i poteri del Capo dello Stato, ma anzi, contribuirà a creare un migliore equilibrio istituzionale e rafforzare la stabilità dei governi. Ha sottolineato che il referendum previsto riguarda il futuro dell’Italia e non la sua attuale gestione.

Meloni ha in seguito fatto riferimento agli appelli del Presidente Mattarella relativi al disegno di legge sulla concorrenza, indicando che terrà in considerazione i rilievi del Quirinale, in particolare per quanto riguarda le concessioni degli ambulanti e dei balneari, e ribadendo l’importanza delle riforme della burocrazia e della giustizia come priorità per il prossimo anno.

Nelle sue parole si è potuto notare un particolare accento sulla critica al giudice Francesco Degni, accusato di essersi comportato da “militante politico” anziché da super partes. Meloni ha esplicitamente chiesto al partito di sinistra e alla leader Elly Schlein di pronunciarsi in merito a tale comportamento, ritenuto estremamente grave per un magistrato incaricato di mantenere la sicurezza dei conti pubblici.

Sul fronte economico-fiscale, il governo si è impegnato a confermare e, se possibile, migliorare le misure economiche introdotte, puntando ad un taglio della spesa pubblica anziché ad un incremento delle tasse. La mancata ratifica del MES – il Meccanismo Europeo di Stabilità – viene vista dalla Meloni come un’opportunità per riformare e rendere più efficace questo strumento finanziario a livello europeo.

Concludendo la conferenza, la Premier ha offerto un confronto aperto con la leader dell’opposizione, confermando il proprio impegno al dibattito politico, pur non avendo ancora deciso se candidarsi alle prossime elezioni europee, dovendo valutare l’eventuale impatto sull’attività di governo.

Infine, ha risposto alle accuse riguardanti la cosiddetta “legge bavaglio”, sostenendo che l’emendamento contestato dai giornalisti riporti semplicemente l’articolo 114 del codice di procedura penale al suo stato originario, previgente alla riforma Orlando, e che rappresenti un giusto equilibrio tra il diritto alla difesa e il diritto all’informazione.

Il messaggio della Premier, quindi, è stato di ferma difesa delle attuali politiche e riforme del suo governo, di riaffermazione dell’impegno al dialogo politico e di una chiara risposta alle critiche e alle controversie in atto.