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Memoria e Civismo: Il Dovere di Ricordare la Liberazione Secondo Mattarella

In POLITICA
Giugno 01, 2024

Nel tessuto della nostra storia nazionale, alcuni eventi agiscono come fondamenta su cui si edifica l’edificio della contemporaneità. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha recentemente ribadito l’importanza capitale della memoria storica, in un messaggio rivolto ai prefetti in occasione della celebrazione della Festa della Repubblica. Questa dichiarazione assume un significato particolarmente profondo nel contesto dell’imminente ottantesimo anniversario della Liberazione, un momento che ha segnato una definitiva cesura con il passato totalitario del nazifascismo in Italia.

Nel 1946, l’Italia, tramite un referendum popolare, decideva di abbracciare la forma repubblicana di governo, tracciando così un percorso irreversibile verso la democrazia. Come sottolineato da Mattarella, quell’episodio non fu un semplice cambiamento di regime, ma il culmine di un’ardua lotta di liberazione che vide innumerevoli atti di eroismo, sacrifici immensi e tragiche perdite. La memoria di tali sacrifici, come ha eloquentemente espresso il capo dello Stato, non rappresenta soltanto un omaggio formale ai caduti, ma si erige come un pilastro di civismo, indispensabile per la comprensione e la valutazione critica del presente.

Il presidente ha inoltre accentuato come il mantenimento vivo e fecondo di questo ricordo sia essenziale non solo per onorare chi ha combattuto per la libertà e la giustizia, ma anche per educare le nuove generazioni ai valori su cui si fonda la Repubblica. Questi valori, incisi nella Carta Costituzionale del 1948, rappresentano una bussola inalienabile per navigare le sfide complesse e multiformi del mondo contemporaneo, dallo scontro ideologico al trattamento delle crisi migratorie, dalla tutela delle libertà individuali alla promozione della coesione sociale.

All’interno di questo contesto, il ruolo dei prefetti diviene cruciale. Essi, come rappresentanti dello Stato nei territori, devono incarnare e promuovere i principi di libertà, uguaglianza e solidarietà, servendo come custodi attivi della Costituzione. Il loro lavoro, che spazia dalla mediazione in situazioni di conflitto lavorativo alla tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione, assume una dimensione sia pratica che simbolica, essendo espressione tangibile dell’impegno dello Stato italiano per il bene comune.

In conclusione, con un augurio di buon lavoro e buona festa rivolto a prefetti e cittadini, Mattarella auspica che la ricorrenza della Festa della Repubblica rafforzi la consapevolezza e l’orgoglio di appartenenza a una comunità che, seppur perfettibile, si fonda sulla partecipazione attiva di ogni suo membro. In sintesi, ricordare è dunque più che un’operazione nostalgica; è un atto di responsabilità collettiva, un nutrimento per l’anima civica del paese che guarda al futuro senza dimenticare le lezioni del passato.