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Mercati Europei in Attesa: Occhi Puntati su Fiducia dei Consumatori e Decisioni delle Banche Centrali

In ECONOMIA
Marzo 27, 2024

Una mattinata di contrattazioni che si potrebbe definire in sordina per le principali piazze finanziarie europee, le quali mostrano spostamenti molto limitati, riflettendo un contesto di attesa per dati significativi sul clima di fiducia e sulle future direzioni della politica monetaria.

Milano segna un minimo incremento dello 0,02%, insieme a Francoforte che risulta leggermente in rialzo con lo 0,09% e Madrid che si distingue per un aumento più marcato dello 0,35%. Non tutti i principali indici azionari, però, seguono questa tendenza positiva; Parigi infatti registra una lieve flessione dello 0,08% e Londra subisce una diminuzione dello 0,33%.

Gli investitori stanno monitorando con interesse la pubblicazione dell’indice di fiducia dei consumatori nell’Eurozona e il contenuto dei verbali dell’ultima riunione della Banca d’Inghilterra, che ha mantenuto invariato il livello dei tassi di interesse. Dal fronte francese già giungono notizie, con un indice di fiducia dei consumatori che supera le aspettative a marzo, posizionandosi a 91 punti contro i 90 previsti. Dall’altro lato, l’inflazione spagnola riporta un incremento annuale del 3,2%, cifra leggermente superiore al previsto e in rialzo rispetto al dato di febbraio.

Stabile la situazione nel Nord Europa, con la Sveriges Riksbank, la Banca centrale svedese, che lascia invariati i tassi ma non esclude riduzioni future nel periodo tra maggio e giugno. Le attenzioni sono rivolte anche oltre oceano, con i future statunitensi in positivo, in attesa di novità relative alle richieste di mutui e alle scorte settimanali di petrolio.

Per quanto riguarda il debito pubblico italiano, si registra una contrazione del differenziale tra Btp e Bund tedeschi, attestandosi a 128,9 punti. Contestualmente, il rendimento annuo dei titoli di stato italiani cala di 1,6 punti percentuali, fermandosi al 3,62%, mentre quello tedesco perde 1,1 punti attestandosi al 2,33%.

Il mercato delle materie prime vede una flessione del prezzo del petrolio Wti (scendendo dell’1,13% a 80,69 dollari al barile), mentre il gas naturale registra un rialzo (+1,12% a 27,43 euro al MWh). Oro e acciaio seguono una traiettoria discendente, rispettivamente con una diminuzione dello 0,73% (fermatisi a 2.181 dollari l’oncia) e dell’1,32% (3.502 dollari la tonnellata).

Nel settore valutario, il dollaro rimane stabile nei confronti dell’euro (0,92) e della sterlina (0,79), ma perde terreno contro lo yen giapponese, scendendo a 151,21.

Per quanto riguarda il comparto energetico, le principali compagnie petrolifere come Bp, Shell e TotalEnergies si trovano in difficoltà con perdite significative, mentre sul listino di Milano Eni limita il calo allo 0,48%. Situazione contrastante anche per le banche, con il settore bancario inglese che mostra segni negativi per Hsbc, Standard Chartered e NatWest. A Parigi, Credit Agricole registra una discesa seguendo la raccomandazione ‘underweight’ di Morgan Stanley, mentre Deutsche Bank modifica la propria valutazione su SocGen da “acquistare” a “tenere in portafoglio”. Tra le italiane, Mps riscuote un incremento dell’1,1%, compensando le perdite dopo la vendita di una quota dal Tesoro, mentre Intesa Sanpaolo e Unicredit mostrano leggeri guadagni, diversamente da Banco Bpm e Bper che registrano lievi cali.

In questo contesto di apparente calma, gli operatori del mercato finanziario attendono segnali più definiti che potrebbero indicare le prossime mosse delle aziende e delle banche centrali, fondamentali per definire le strategie di investimento nei prossimi mesi.