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Mercati Europei in Ribasso, Wall Street Chiude per Martin Luther King Day

In ECONOMIA
Gennaio 15, 2024
Seduta moderatamente negativa per le borse europee, mentre gli USA festeggiano Martin Luther King: massima attenzione su banche e settore energetico.

La giornata odierna inizia con segno meno per i principali listini europei, che registrano un calo moderato all’avvio della settimana. Il contesto è reso ancor più atipico dalla chiusura delle attività di Wall Street, che osserva il Martin Luther King Day, rendendo i volumi di scambio più esigui del solito e gli andamenti dei mercati meno fluidi.

Tra le piazze finanziarie del Vecchio Continente, Parigi segna il decremento più significativo con -0,2%, seguita da vicino dalla Borsa di Milano, la quale denota un leggero calo dello 0,15%. Londra e Francoforte scendono rispettivamente dello 0,1% e dello 0,05%, mentre Madrid sfoggia una tenue tenuta in positivo con un +0,12%.

A dominare i riflettori è anche il comparto dei titoli di stato: incremento del differenziale tra i Btp italiani e i Bund tedeschi decennali, attestatosi a 155,8 punti base. Contestualmente, si registra un aumento dei rendimenti annuali con l’Italia che guadagna 4 punti percentuali, arrivando al 3,76%, e la Germania che cresce di 2,7 punti, posizionandosi al 2,2%.

L’attenzione degli investitori riguarda anche il mercato valutario: il dollaro prosegue il proprio rialzo e si cambia a 0,91 euro, mentre la sterlina mantiene la sua posizione rispetto al biglietto verde, con un valore di 0,789.

Nel frattempo, le materie prime mostrano segnali di debolezza; il petrolio (Wti) subisce una diminuzione dello 0,25%, con un prezzo per barile fermato a 72,52 dollari. Notevole anche la flessione del gas naturale, che registra un calo del 4,18% a 30,57 euro al MWh, influenzato dall’elevato livello degli stoccaggi, che compensano le difficoltà nel transito delle navi metaniere attraverso il Mar Rosso.

Le banche sono tra i settori che risentono maggiormente di quest’aria di incertezza, con Banco Bpm che cede l’1,54%, seguita da Lloyds, declassata da Bofa, che perde l’1,5%. Non se la passano meglio Mps (-1,45%), Bper (-1,38%), Unicredit (-0,8%) e Intesa (-0,48%).

Di tono diverso la situazione per Commerzbank, che contrariamente alla tendenza del settore, segna un +1,89%. Deutsche Bank mostra poca volatilità (-0,25%) ma rimane sotto i riflettori di Bloomberg per le voci che suggeriscono un’analisi di possibili operazioni straordinarie, nonostante non sia stato avviato alcun processo ufficiale.

Infine, tra le società legate al settore energetico, si evidenzia una tenuta relativamente positiva per Shell (+0,22%), Bp (+0,18%) e TotalEnergies (+0,08%). Eni registra una lieve flessione (-0,07%), mentre per Saipem si rileva un calo corposo (-1,94%) in seguito al divieto di nuove commesse con la pubblica amministrazione brasiliana per la durata di due anni, dovuto a presunte irregolarità in un appalto del 2011.

Con un panorama finanziario complessivamente incerto e con gli occhi puntati sulle dinamiche geopolitiche e macroeconomiche globali, gli investitori si apprestano a navigare un’altra settimana di sfide sui mercati.