A cinque giorni dalla frana che ha travolto quattro tornanti della provinciale che conduce al Santuario di Montevergine, l’intero complesso religioso resta isolato proprio nella settimana della Novena all’Immacolata. La funicolare è ferma, la strada è transennata e l’Abbazia dei Benedettini rimane irraggiungibile, mentre i tecnici sono impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza del costone. L’obiettivo della Provincia è riaprire il tratto interessato almeno a senso unico alternato entro l’8 dicembre, una data simbolica per i fedeli che ogni anno salgono al Santuario per pregare davanti all’altare di Mamma Schiavona. Ma le certezze, al momento, non ci sono. “Spero che per l’Immacolata la strada possa riaprire, ma è solo un auspicio” afferma l’Abate Riccardo Guariglia, che invita i pellegrini a non avventurarsi a piedi: ”Occorre attendere che l’area sia messa in piena sicurezza. Restiamo in preghiera e in attesa”. Venerdì mattina il capo della Protezione Civile, insieme al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha effettuato un sorvolo sulla zona colpita. “Il Governo è vicino al territorio e pronto a interventi rapidi e mirati” ha dichiarato il ministro. L’appello è a superare ogni conflittualità istituzionale per accelerare le operazioni. La messa in sicurezza definitiva del costone è un progetto complesso che richiederà il coinvolgimento di più enti e tempi più lunghi. Per ora Montevergine resta sospesa nel silenzio della montagna, in attesa che si riapra l’unica via che conduce al suo cuore spirituale.
di Marco Iandolo
