
Non solo Pompei, Ercolano e Oplontis. Il patrimonio archeologico della Città Metropolitana di Napoli è molto più vasto e diffuso, custodito nei 92 Comuni che compongono un territorio ricco di storia, testimonianze e siti ancora poco conosciuti. Da questa consapevolezza nasce “Adotta un bene archeologico”, il progetto presentato alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, con l’obiettivo di mettere a sistema le risorse locali e trasformarle in un’opportunità di crescita culturale, turistica ed economica. La partecipazione dell’Ente metropolitano alla BMTA ha registrato una significativa affluenza di visitatori, istituzioni, associazioni, operatori turistici e scuole. Un interesse che conferma la necessità di costruire una strategia condivisa di valorizzazione, capace di affiancare ai grandi attrattori archeologici le tante realtà meno note disseminate sul territorio. L’iniziativa, fortemente voluta dal sindaco metropolitano Gaetano Manfredi e coordinata dal consigliere delegato alla Promozione del Territorio e all’Agricoltura, Vincenzo Cirillo, punta a coinvolgere direttamente i Comuni e gli attori locali, favorendo la collaborazione con le Soprintendenze, i Parchi archeologici e gli altri organismi competenti. L’obiettivo è superare una promozione frammentata e costruire un’offerta integrata, in grado di distribuire le opportunità turistiche su un’area più ampia. “Questa prima giornata ha fatto registrare davvero un successo straordinario per la nostra proposta”, ha dichiarato Cirillo, sottolineando la risposta positiva dei territori e dei visitatori. Un percorso partecipato che punta a rendere il patrimonio archeologico una risorsa concreta per lo sviluppo dell’intera area metropolitana. Innovazione e tradizione sono i due elementi che caratterizzano il progetto. I visitatori hanno potuto sperimentare visori 3D e realtà aumentata, esplorando virtualmente luoghi come l’acquedotto augusteo di Palma Campania e le testimonianze della cultura egeo-micenea dell’isolotto di Vivara, a Procida. Accanto alla tecnologia, spazio anche alle eccellenze enogastronomiche, con degustazioni e iniziative dedicate ai sapori e alle identità dei territori. Il programma coinvolge numerosi Comuni, associazioni culturali, Pro Loco, istituti scolastici e realtà del mondo archeologico. Tra i temi proposti figurano il paesaggio culturale di Ischia, la Villa Augustea di Somma Vesuviana, il patrimonio storico dei Monti Lattari, il villaggio protostorico di Longola e le testimonianze archeologiche legate al Vesuvio. Un mosaico di esperienze che punta a raccontare la storia locale in una prospettiva unitaria. La sfida, dunque, non è soltanto conservare e promuovere i siti, ma renderli riconoscibili e accessibili, coinvolgendo innanzitutto le comunità che li abitano. In questa prospettiva, anche le scuole assumono un ruolo centrale nella costruzione di una maggiore consapevolezza del patrimonio storico e identitario. Con “Adotta un bene archeologico”, la Città Metropolitana prova a trasformare la ricchezza archeologica diffusa in una rete di opportunità, mettendo in relazione cultura, turismo e sviluppo locale. Una strategia che, se accompagnata da una collaborazione stabile tra istituzioni e territori, può contribuire a valorizzare anche quei tesori che finora sono rimasti ai margini dei principali circuiti turistici.
di Fausto Sacco




