
Un affresco del XVI secolo torna alla luce nel cuore del centro storico di Napoli. È accaduto al liceo Vittorio Emanuele II-Garibaldi di via San Sebastiano, dove gli interventi di restauro promossi dalla Città Metropolitana di Napoli hanno restituito alla comunità scolastica una preziosa raffigurazione dell’Ultima Cena. L’opera si trova su una delle pareti di fondo di quello che un tempo era il refettorio del complesso conventuale delle monache domenicane dei Santi Pietro e Sebastiano. La scena raffigura Cristo e gli apostoli raccolti intorno alla tavola, con Giuda riconoscibile di spalle e il sacchetto dei denari. Particolarmente suggestiva è l’architettura dipinta, caratterizzata da aperture prospettiche e vedute che si estendono anche sulle volte a crociera. La scoperta è stata presentata ai visitatori nell’ambito di Open House Napoli, con un percorso condotto dai volontari dell’associazione e dagli studenti della classe V D del liceo classico. Ad accogliere il pubblico sono state le note dell’Ave Verum di Mozart, eseguite da una studentessa insieme agli archi dell’ensemble della scuola. Il restauro è stato realizzato dalla Città Metropolitana di Napoli attraverso l’Area Gestione e Valorizzazione del Patrimonio Scolastico, con il coordinamento dell’ingegnere Pasquale Gaudino, la responsabilità del procedimento affidata all’architetto Paolo Antonucci e la direzione dei lavori all’ingegnere Gennaro Argo, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Napoli. E il lavoro non è ancora concluso. I saggi effettuati sulla parete opposta a quella dell’Ultima Cena hanno infatti confermato la presenza di un altro affresco. Sarà questo il prossimo intervento di restauro, che potrebbe aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza della storia artistica del complesso. L’edificio, la cui prima fondazione risale al Trecento, conserva già importanti testimonianze storiche e scientifiche, dall’Antico Gabinetto di Fisica al Museo di Storia Naturale “G. Mercalli”, fino alla Biblioteca Storica con la sua raccolta di Cinquecentine e testi dei secoli XVII e XVIII. La nuova scoperta rafforza così il ruolo del liceo Vittorio Emanuele II-Garibaldi non solo come luogo di formazione, ma anche come custode di una parte significativa della memoria storica e artistica di Napoli.
di Fausto Sacco



