Il miracolo si è rinnovato. Alle 10.07 di questa mattina il vescovo di Napoli, Domenico Battaglia, ha annunciato ai fedeli la liquefazione del sangue di San Gennaro, il Santo Patrono della città. L’annuncio, accompagnato dal tradizionale sventolio del fazzoletto bianco e dal fragoroso applauso della folla, è stato accolto con commozione nel Duomo gremito di fedeli. L’impressione, riferiscono alcuni presenti, è che l’ampolla fosse già liquefatta al momento della consegna da parte della Deputazione al vescovo. Subito dopo la celebrazione eucaristica, la processione con Battaglia ha attraversato la navata centrale fino alla Cappella del Tesoro, dove la reliquia è stata esposta sull’altare, visibile a tutti. Nel giorno del prodigio, l’omelia del vescovo ha avuto un forte respiro universale, con un appello accorato alla pace. “Il sangue di Gennaro – ha detto – si mescola idealmente al sangue versato in Palestina, come in Ucraina e in ogni terra ferita dalla violenza che si crede onnipotente e invece è solo rumore. Ogni goccia innocente è un sacramento rovesciato. Se potessi, raccoglierei in un’ampolla il sangue di ogni vittima – bambini, donne, uomini – e lo esporrei qui, perché nessun rito ci assolva dalla responsabilità”. Con voce ferma, Battaglia ha richiamato l’attenzione in particolare sul dramma di Gaza: “Oggi, con pudore e con fuoco, dico: è il sangue di ogni bambino di Gaza che metterei in questa cattedrale, accanto all’ampolla del Santo. Perché non esistono ‘altre’ lacrime: tutta la terra è un unico altare”. Come da tradizione, le porte del Duomo sono state aperte alle 8 del mattino, e in pochi minuti la cattedrale si è riempita. Il miracolo del Santo Patrono, atteso e invocato dal popolo napoletano, si è ripetuto ancora una volta, legando fede, tradizione e attualità in un messaggio di speranza che travalica i confini della città.
di Fausto Sacco

