Prudenza sul piano internazionale, fermezza sui dossier interni e piena fiducia nella durata del governo. È questo il messaggio che Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia, ha lanciato da Napoli a margine delle iniziative per l’anniversario della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Sul possibile ingresso dell’Italia nel Board of Peace, Tajani ha chiarito che l’adesione non è oggi percorribile: “Ci sono limiti costituzionali. Solo dopo che saranno modificati o superati se ne potrà parlare”. L’Italia, ha spiegato, resta favorevole a ogni iniziativa di pace, ma non può muoversi senza una revisione formale dello statuto dell’organismo. “Senza quel passaggio non possiamo fare nulla, non dipende da noi”, ha ribadito. Sul fronte interno, netta la posizione sulla Consob dopo le tensioni nella maggioranza. “Io non mi faccio imporre nulla da nessuno”, ha dichiarato in risposta alle critiche della Lega. Le decisioni, ha ricordato, devono essere condivise in Consiglio dei ministri, ma la linea resta ferma: alla guida dell’Autorità serve “un non politico”. “Non cambio posizione”, ha scandito. Infine, uno sguardo alla stabilità dell’esecutivo. Per Tajani lo stato di salute del governo è “ottimo” e l’orizzonte resta quello del completamento della legislatura. Forte, a suo dire, di risultati economici “molto positivi”, l’esecutivo punta ora su meno tasse, salari più alti e una maggiore attenzione al ceto medio. “Abbiamo già iniziato con l’ultima Finanziaria, detassando gli aumenti contrattuali del 2025-2026 fino a una certa soglia”, ha spiegato. Ma, ha concluso, “c’è ancora molto da fare”, soprattutto per i lavoratori precari e per chi continua a percepire stipendi troppo bassi.
di Marco Iandolo

