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Ottimismo nei Mercati Europei in Attesa delle Mosse della Fed e dei Dati sull’Inflazione USA

In ECONOMIA
Giugno 12, 2024

In una giornata carica di attese e speculazioni, le piazze finanziarie europee hanno mostrato un’intonazione generalmente positiva. Questo, in vista dell’imminente annuncio della Federal Reserve statunitense sulle future politiche sui tassi di interesse e dei dati sull’inflazione degli USA, due fattori di grande rilevanza che possono significativamente influenzare i mercati globali.

Il prodotto interno lordo del Regno Unito ha mostrato un trend stabile, mentre l’inflazione tedesca, secondo l’ultima rilevazione di maggio, si è confermata al 2,4%. Tali dati delineano un panorama di relativa stabilità in Europa, sebbene l’attenzione rimanga fissa sulle decisioni della banca centrale americana e sulle parole del suo presidente, Jerome Powell. Quest’ultimo è atteso al varco principalmente per comprendere se ci sarà un cambiamento di rotta nelle politiche monetarie USA a breve termine.

Intanto, i mercati obbligazionari mostrano segni di distensione. Il differenziale tra i titoli di Stato italiani (Btp) e quelli tedeschi (Bund) si è stabilizzato intorno ai 143 punti base, un miglioramento rispetto ai 149 punti della sessione precedente. Analogamente, si registra un decremento nei rendimenti, con il tasso annuo italiano che scende a 4,02% e quello tedesco a 2,59%. Questi spostamenti indicano una minore percezione del rischio da parte degli investitori europei.

Il scenario delle valute vede il dollaro indebolirsi contro l’euro e la sterlina, mentre i prezzi delle materie prime offrono contrasti. Il petrolio, in particolare il Wti, evidenzia un aumento a 78,61 dollari al barile, e anche il gas naturale registra un incremento, rialzandosi a 34,74 euro per MWh. D’altro canto, mentre l’oro guadagna marginalmente valore, l’acciaio mostra un leggero declino.

Nel contesto azionario, i titoli bancari europei, che avevano sofferto nell’ultima seduta, hanno oggi assaporato una ripresa. In evidenza troviamo Credit Agricole, con un avanzamento del 2,91%, seguito da Standard Chartered e BNP Paribas. Anche nei listini di Piazza Affari, Bper e Banco BPM mostrano una forte ripresa. Nota positiva anche per il settore energetico, con compagnie come BP, Shell, e Eni che hanno registrato guadagni moderati, a testimonianza di una rinnovata fiducia investitoriale in questo segmento.

Al contrario, il settore automobilistico presenta un quadro più sfumato: se da un lato Ferrari segna un timido +0,39%, altri giganti come Porsche e Volvo subiscono perdite significative, a dimostrazione della volatilità che ancora pervade questo settore. Queste oscillazioni sono potenzialmente attribuibili alle incertezze sui future orientamenti del mercato automobilistico, specialmente in relazione alle politiche ambientali e ai cambiamenti nella domanda globale.

In conclusione, mentre i mercati europei navigano queste acque turbolente con un cauto ottimismo, gli investitori rimangono in attesa di chiari segnali dalla Federal Reserve. Le prossime ore potrebbero essere decisive nel definire il corso dei mercati per le settimane a venire, con ripercussioni che si estenderanno ben oltre le frontiere americane.