Il governo traccia la rotta per il rinnovo dei vertici delle principali società partecipate, delineando un equilibrio tra continuità e cambiamento. Le indicazioni del Ministero dell’Economia, azionista di riferimento, riguardano Eni, Leonardo ed Enel, tre pilastri strategici per il sistema industriale italiano. Per Eni si va verso la conferma dell’attuale amministratore delegato Claudio Descalzi, figura chiave nella gestione del gruppo negli ultimi anni, soprattutto nel contesto delle trasformazioni energetiche e delle tensioni geopolitiche. Accanto a lui, come presidente, viene indicata Giuseppina Di Foggia, segnando un possibile rinnovamento nella governance pur mantenendo una linea di continuità operativa. Scenario diverso per Leonardo, dove il Ministero opta per un cambio netto ai vertici. Lorenzo Mariani è stato indicato come nuovo amministratore delegato, mentre la presidenza dovrebbe andare a Francesco Macrì. Non vengono quindi confermati Roberto Cingolani e Stefano Pontecorvo, segnando una discontinuità significativa nella guida del gruppo della difesa e dell’aerospazio. Una scelta che potrebbe riflettere nuove priorità strategiche in un settore sempre più centrale nello scenario internazionale. Infine, per Enel prevale la linea della stabilità. Flavio Cattaneo viene confermato nel ruolo di amministratore delegato, così come Paolo Scaroni alla presidenza. Una decisione che punta a consolidare il percorso già avviato dal gruppo energetico, impegnato nella transizione verso fonti rinnovabili e nella gestione delle sfide legate ai mercati globali dell’energia. Nel complesso, le scelte del governo sembrano orientate a garantire continuità nei settori più esposti alle dinamiche internazionali, come energia e utility, mentre si introduce un cambio di passo in ambiti strategici come la difesa. Un equilibrio che riflette la volontà di coniugare stabilità gestionale e rinnovamento, in una fase economica e geopolitica particolarmente delicata.
di Fausto Sacco

