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Patente a Crediti per le Imprese: Una Riforma Contestata

In ECONOMIA
Luglio 10, 2024

L’introduzione della patente a crediti per le imprese, recentemente proposta dal Governo, continua a suscitare polemiche. Durante l’ultimo confronto al Ministero del Lavoro, i rappresentanti sindacali hanno espresso forte disappunto riguardo alla bozza del decreto ministeriale attuativo. Questo sistema, secondo Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil, e Stefano Costa, segretario nazionale della Feneal-Uil, si dipinge come una soluzione poco incisiva che rischia di non influenzare significativamente la sicurezza delle imprese nel rispetto delle normative su salute e sicurezza.

Prevedendo l’assegnazione fino a 100 punti alle aziende, il sistema proposto sembrerebbe notevolmente indulgente. “Anche di fronte a violazioni gravi, come potrebbero essere le tragedie con molteplici vittime sul lavoro, l’impresa non verrebbe sospesa da attività, per decurtazione dei crediti”, chiariscono Veronese e Costa. Questa facilità nella raccolta dei punti e la difficoltà nella loro perdita portano i sindacati a dubitare dell’effettiva utilità della riforma.

Francesca Re David, segretaria confederale della Cgil, intervistata sull’argomento, critica la struttura complessiva del provvedimento, tacciandolo di eccessiva complicazione e di scarsa immediatezza nelle applicazioni. Re David sottolinea come non sia stato previsto un sistema di qualificazione iniziale delle imprese, né un’applicazione estesa oltre i cantieri mobili, limitazioni che ne dilazionano di fatto l’efficacia a lungo termine.

“Siamo di fronte a un’ennesima occasione mancata per adottare un Piano straordinario di prevenzione che affronti con determinazione il fenomeno dell’illegalità e migliori le condizioni di lavoro nel nostro Paese”, manifesta Re David, richiamando l’attenzione sul bisogno di interventi più radicali e immediati.

La bozza di decreto, descrivendo le modalità di assegnazione, perdita e recupero dei crediti, svela la necessità di un intervento legislativo più marcato e conforme alle esigenze del moderno ambiente lavorativo. La percezione comune tra i sindacati è che la patente a crediti, così come concepita, non introduca le misure preventive necessarie per affrontare situazioni di alto rischio e potenziale gravità sul luogo di lavoro.

In conclusione, mentre il ministero del Lavoro sembra orientato a portare avanti la riforma, la resistenza sindacale sottolinea la necessità di un approccio più severo e capillare nella regolamentazione della sicurezza nelle imprese italiane. La discussione si prospetta ancora lunga e articolata, con la speranza che ulteriori riflessioni possano orientare il provvedimento verso una forma più efficace e con impatti più diretti sulla sicurezza lavorativa. La situazione è un chiaro promemoria del continuo equilibrio tra interesse industriale e protezione dei lavoratori, un dilemma sempre attuale nella gestione delle politiche lavorative nazionali.