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Pd Caserta, stretta sugli iscritti: 24 esclusi dal partito.

In CAMPANIA, Caserta, POLITICA
Dicembre 16, 2025
La commissaria Susanna Camusso applica lo Statuto in vista del congresso provinciale. Fuori dirigenti ed ex amministratori accusati di aver sostenuto liste alternative ai Dem.

Un vero e proprio repulisti all’interno del Partito democratico in provincia di Caserta, a poche settimane dal congresso provinciale previsto per gennaio. La commissaria provinciale dei Dem, Susanna Camusso, ha disposto l’esclusione dal partito di 24 tra dirigenti ed ex amministratori locali, motivando il provvedimento con la violazione dello Statuto, che impone agli iscritti di sostenere lealmente i candidati e le liste ufficiali del Pd.  Secondo quanto contestato, gli esclusi si sarebbero candidati o avrebbero sostenuto pubblicamente liste diverse da quelle del Partito democratico alle recenti elezioni regionali. Una scelta che, per la dirigenza commissariale, configura una rottura del vincolo politico e statutario con il partito. La decisione arriva al termine di un percorso iniziato già lo scorso novembre, quando era stata sancita l’esclusione eccellente di Gennaro Oliviero, ex presidente del Consiglio regionale della Campania, successivamente candidato ed eletto con la lista A testa alta, riconducibile all’ex governatore Vincenzo De Luca.  Ora la platea degli esclusi si allarga sensibilmente. A Caserta città sono dodici i provvedimenti di espulsione, tra cui spiccano i nomi di Anna Maria Sadutto e Vincenzo Battarra, ex assessori della giunta guidata dal sindaco Pd Carlo Marino, caduta nell’aprile scorso dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Sadutto si era candidata con De Luca, mentre Battarra aveva sostenuto la lista A testa alta. Fuori anche gli ex consiglieri comunali Roberta Greco e Andrea Boccagna, l’ex presidente del Consiglio comunale Michele De Florio, l’ex assessore Antonio Ciontoli e l’ex vicesindaco Ubaldo Greco.  Sei gli esclusi a Marcianise, tra cui l’ex segretario provinciale del Pd Dario Abbate, quattro consiglieri comunali e il commissario cittadino Giuseppe Madonna. Altri tre provvedimenti riguardano Castel Volturno, mentre a Mondragone sono stati espulsi tre iscritti, tra cui l’ex sindaco Achille Cennami.  La linea tracciata da Camusso appare netta: ripristinare il rispetto delle regole statutarie e ricompattare il partito in vista delle prossime scadenze politiche e congressuali. Una scelta destinata però ad alimentare tensioni e polemiche interne, in un territorio già segnato da profonde fratture politiche e istituzionali.

di Marco Iandolo