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Castellamare di Stabia, D’Apuzzo: “Basta narrazioni autoassolutorie, serve ridare la parola ai cittadini”.

In CAMPANIA, NAPOLI, POLITICA
Dicembre 16, 2025
Scontro politico a Castellammare: il consigliere di minoranza contesta la lettura che dipinge il sindaco come argine ai clan e chiede una svolta radicale per ristabilire credibilità e legalità.

“Sono sinceramente sconcertato”. Mario D’Apuzzo, consigliere comunale di minoranza ed ex candidato sindaco del centrodestra, interviene senza mezzi termini nel dibattito politico cittadino, respingendo quella che definisce una ricostruzione “alterata” della realtà apparsa in questi giorni sulla stampa.  Nel mirino c’è la narrazione che descrive il sindaco Vicinanza come un “argine ai clan”, quasi una vittima di dinamiche più grandi di lui. Una rappresentazione che, secondo D’Apuzzo, finisce per assolvere politicamente una classe dirigente che avrebbe invece compiuto “scelte precise, consapevoli e oggi drammaticamente sotto gli occhi di tutti”.  Rivendicando il dovere della franchezza, il consigliere respinge anche l’idea di una città compatta attorno al primo cittadino:  “È una lettura che non regge alla prova dei fatti”.   Al centro della sua critica c’è la strategia elettorale del centrosinistra stabiese, definita senza ambiguità un’“ammucchiata”, nata – sostiene – per sfruttare un momento favorevole e la debolezza del centrodestra dopo lo scioglimento del Consiglio comunale. ““Tutti dentro, vinciamo e poi vediamo”. Quel “poi vediamo” è arrivato”, afferma D’Apuzzo, ricordando come già prima della presentazione delle liste fossero state sollevate perplessità su alcuni candidati, poi ignorate per tenere insieme la coalizione.  Da qui il no deciso a quella che definisce una semplice “epurazione” di facciata: l’idea che basti allontanare alcuni soggetti coinvolti nelle indagini viene giudicata “eticamente, moralmente e politicamente inaccettabile”.  La conclusione è netta:  “Se davvero si vuole difendere Castellammare, non servono narrazioni autoassolutorie. Serve il coraggio di azzerare tutto e restituire la parola agli stabiesi”.

di Marco Iandolo