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Pericolo In Itinere: Per le Donne un Incidente Mortale su Due

In ECONOMIA
Marzo 07, 2024

Il viaggio da casa al lavoro si sta rivelando un percorso rischioso, soprattutto per le lavoratrici italiane. A sottolinearlo è l’Inail, l’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, che attraverso un dossier approfondito evidenzia una preoccupante statistica: quasi la metà degli infortuni mortali femminili sono riconducibili agli spostamenti in itinere.

Nel 2022, le donne hanno registrato un totale di 133 incidenti mortali sul lavoro, di cui 64 – e quindi quasi la metà – accaduti durante il tragitto da casa all’ufficio o viceversa. Questo dato si confronta con il rapporto maschile di 272 incidenti mortali in itinere su un totale di 1.114, equivalente a meno di un quarto degli infortuni mortali totali. Tali cifre indicano una prevalenza di rischio significativamente superiore per le donne in questa specifica circostanza.

La realtà italiana contemporanea vede molte donne impegnate su più fronti, non soltanto come professioniste, ma anche nei tradizionali ruoli di mogli e madri. Questo triplice impegno sembra essere una concausa nelle dinamiche degli incidenti, in quanto la corsa contro il tempo e le preoccupazioni di conciliare i diversi aspetti della vita potrebbero incidere sulla sicurezza personale durante gli spostamenti.

Nonostante gli interventi normativi volti a favorire la flessibilità lavorativa – come lo smart working, che nel triennio 2020-2022 ha visto una crescita significativa per via dell’emergenza sanitaria da Covid-19 – le percentuali di infortuni in itinere per le donne rimangono elevate. Si sospetta che la nuova diffusione del lavoro da remoto non sia ancora sufficientemente radicata o applicata in maniera tale da influenzare positivamente e ridurre il numero di tali incidenti.

È evidente che tale situazione richiede una riflessione profonda e possibilmente una risposta concreta da parte delle istituzioni, delle aziende e della società civile. Misure mirate potrebbero includere la promozione di politiche trasversali per un maggiore equilibrio vita-lavoro, il potenziamento del trasporto pubblico sicuro e puntuale, o la creazione di un’infrastruttura stradale che garantisca maggior protezione per gli utenti più vulnerabili.

Questi infortuni non devono essere visti come una fatalità, ma come un campanello d’allarme che invita a una riflessione sul modello di società attuale e sulle politiche lavorative in atto, con l’auspicio di avanzare verso una realtà in cui la sicurezza sia una priorità indiscutibile per tutti.