Il sindaco di Montalbano Jonico e presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, classe 1980, è stato scelto come candidato consensuale del campo largo in Basilicata, comprendente forze politiche quali PD, M5S, AVS, PSI e +Europa. Dopo notti insonni e riunioni telefoniche tra Potenza e Roma, segnate da momenti di alta tensione politica, la coalizione ha finalmente trovato un accordo, optando per una figura che sembra mettere d’accordo le varie anime della sinistra. Tuttavia, restano vari dubbi e questioni aperte.
La posizione di Azione rimane uno dei maggiori quesiti senza risposta, considerando che il partito potrebbe decidere di sostenere il candidato di centrodestra e governatore uscente, Vito Bardi, seguendo l’esempio di Italia Viva. La direzione regionale di Azione, a cui il proprio leader ha delegato la decisione finale, fino a questo momento non ha rivelato la propria scelta, lasciando un elemento di incertezza nel quadro elettorale lucano.
La scelta di Marrese è stata ufficializzata in serata, dopo ore di dibattito e con l’apertura a possibili futuri contributi da altre forze civiche dello stesso schieramento. Le trattative sono state complicate, con Carlo Calenda che ha lamentato una mancanza di dialogo, evidenziando una frattura di comunicazione con la vice presidente dell’Emilia-Romagna Elly Schlein.
La reazione del centrodestra non si è fatta attendere, con commenti come quello del segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha accolto con favore la possibilità di un sostegno da parte di Azione e Italia Viva a Bardi. Matteo Renzi, dal canto suo, ha colto l’occasione per criticare il PD, evidenziando cambiamenti nella leadership e nelle strategie democratiche, anticipando un possibile esito favorevole per Bardi alle Regionali.
All’interno del centrosinistra i malumori non mancano, con voci che considerano la gestione delle candidature regionali poco inclusive e poco attente alle realtà locali. La necessità di ascoltare i territori e di evitare errori come quello commesso a Monza con le suppletive al Senato viene sottolineata da diverse figure all’interno del PD.
Nel frattempo, anche in Piemonte si affrontano sfide analoghe, con il M5S piemontese che ha declinato l’invito alla collaborazione con il PD e la candidata Gianna Pentenero, sollevando dubbi anche tra i democratici nella regione.
Insomma, se da una parte c’è la definizione di un percorso che potrebbe condurre il centrosinistra lucano ad una rinnovata unità sotto la guida di Marrese, dall’altra emergono complessità e divisioni all’interno delle coalizioni, sia a livello regionale che nazionale. Con gli elettori che assisteranno da vicino all’evoluzione di questa intricata scacchiera politica, la strada verso le Regionali in Basilicata promette di essere ricca di sviluppi ed esiti incerti.
