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Politiche economiche in atto: la strategia di Giorgetti

In ECONOMIA
Luglio 09, 2024

In una fase storica in cui l’economia globale manifesta segni di incertezza e volatilità, l’Italia sembra navigare verso una direzione di maggiore controllo e prudenza fiscale. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha esplicitamente dichiarato, durante l’assemblea Abi, che non vi è necessità di adottare una “manovra di lacrime e sangue”, ma piuttosto di perseguire una politica attenta di gestione delle spese pubbliche.

Questa posizione emerge in un contesto in cui il Paese è costantemente monitorato dalle agenzie internazionale per le sue dinamiche economiche. Il ministro Giorgetti sottolinea l’importanza di un obiettivo ben delineato: fare dell’Italia un esempio di responsabilità fiscale senza ricorrere a misure estreme. Rifiutando l’approccio drastico, spesso contraddistinto da pesanti tagli e austerità, il ministro propone una via che sembra sposare rigore con crescita.

L’appello di Giorgetti non solo suggerisce che la strada del risanamento sia intrinsecamente collegata al buon governo delle risorse esistenti, ma apre anche al coinvolimento degli investitori, sia italiani che esteri. Il successo dell’emissione del Btp Valore, ad esempio, dimostra la fiducia riposta nelle iniziative finanziarie del governo, proprio per la loro sostenibilità e lungimiranza.

Puntando verso un incremento del Pil dell’1% per il 2024, come previsto dal Documento di economia e finanza (Def), il ministro mostra un cauto ottimismo. Non si parla di un tasso di crescita eclatante, ma di una progressione solida, basata su “criteri ragionevoli e di responsabilità”. La percezione è che, sebbene l’obiettivo possa sembrare modesto, si adatti realisticamente alle capacità produttive e finanziarie del Paese, prefigurando un miglioramento graduale ma stabile.

L’approccio illustrato da Giorgetti rappresenta un tentativo chiaro di bilanciare la necessità di rigore con quella di propulsione economica. Lontano dall’imporre restrizioni eccessive, che potrebbero soffocare la ripresa e la crescita, si preferisce modulare le spese pubbliche, ottimizzando l’uso delle risorse e promuovendo, al contempo, investimenti mirati e strategici.

Gli osservatori e gli economisti pongono l’accento sulla possibilità che questa metodologia porti a un consolidamento dei conti pubblici, rafforzando la fiducia dei mercati e posicionando l’Italia su un percorso di crescita più sostenibile sul lungo termine. Questa strategia, dovrebbe permettere all’Italia di affrancarsi dall’etichetta di “Paese sempre sotto esame”, inaugurando una fase di stabilità e fiducia anche nel contesto europeo e internazionale.

In definitiva, la visione di Giorgetti si distacca dalle narrazioni catastrofiste, cercando piuttosto di costruire un futuro in cui la solidità fiscale e la crescita si sostengano a vicenda. Se tale percorso sarà percorribile senza intoppi e porterà ai risultati sperati, solo il tempo potrà dirlo. Ciò che è certo, per ora, è che la direzione presa sembra promuovere un equilibrio necessario in un’epoca di incertezze globali.