Un incendio appiccato “per gioco” ha tenuto in allarme la città nella notte tra paura, fughe e interventi d’emergenza. È accaduto poco dopo la mezzanotte a Portici, in provincia di Napoli, tra via Poli e viale Leonardo da Vinci, dove i Carabinieri della locale stazione hanno notato fiamme particolarmente alte provenire dalla strada. Giunti sul posto, i militari hanno sorpreso un gruppo di adolescenti davanti al rogo. Alla vista delle divise, i ragazzi si sono dati alla fuga. Ne è nato un breve inseguimento conclusosi dopo circa venti metri con il fermo di un quindicenne, apparso subito agitato e poco collaborativo. Il giovane avrebbe opposto resistenza, urlando frasi come: “Non vi dico chi sono gli altri”, lasciando intendere chiaramente di non essere solo. Nel frattempo, complice il forte vento, l’incendio continuava ad alimentarsi rendendo necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a domare le fiamme e a mettere in sicurezza l’area. Le pareti di un negozio di abbigliamento intimo, situato nelle immediate vicinanze, sono rimaste annerite dal fumo. Sul posto è giunto anche il padre del minorenne fermato, che ha tentato di convincere il figlio ad assumersi le proprie responsabilità. Pochi minuti dopo, i carabinieri hanno notato altri tre ragazzi, anche loro quindicenni, che osservavano la scena a distanza lungo viale Leonardo da Vinci. Anche questi hanno tentato di scappare, ma sono stati raggiunti e bloccati. Messi di fronte all’evidenza, i quattro hanno ammesso le proprie responsabilità: “Erano solo dei cartoni, stavamo giocando”, hanno dichiarato. Un “gioco” che, però, si è trasformato in un episodio di rilevanza penale. I minori sono stati denunciati a piede libero e affidati ai rispettivi genitori. Ora saranno proprio le famiglie a dover rispondere dei danni materiali provocati dall’incendio. Un episodio che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza urbana e della responsabilità dei minori, ricordando come anche un gesto apparentemente banale possa avere conseguenze gravi e potenzialmente pericolose.
di Marco Iandolo

