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Pratola Serra, rimborsi, autotutela e accuse politiche: l’opposizione attacca Galdo

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Febbraio 26, 2026
“Non è una risposta nel merito, ma un’operazione per distogliere l’attenzione”. Chiesto un Consiglio comunale aperto per chiarire presunte irregolarità negli atti

Clima sempre più teso in Consiglio comunale di Pratola Serra. Al centro dello scontro politico ci sono i rimborsi riconosciuti senza, secondo l’opposizione, un’adeguata istruttoria amministrativa. Un caso che, dopo l’annullamento in autotutela degli atti contestati, continua ad alimentare polemiche e richieste di chiarimento.  Nel mirino dell’opposizione finisce il comunicato diffuso dall’Amministrazione guidata dal sindaco Gerardo Galdo, definito “non una risposta nel merito, ma un’operazione comunicativa costruita per distogliere l’attenzione dal problema reale”.

L’accusa: “Trasformato un rilievo tecnico in un attacco personale”

Secondo quanto denunciato, un rilievo di natura tecnico-amministrativa sarebbe stato trasformato in un attacco personale contro il consigliere Graziano Fabrizio, con un’esposizione pubblica ritenuta “delegittimante”.  “Non è un comportamento istituzionale – si legge nella nota – ma un metodo intimidatorio”.  L’opposizione sottolinea inoltre come, dopo tre anni di governo, non sia più possibile attribuire eventuali criticità alle precedenti amministrazioni. “Tre bilanci approvati, decine di delibere e centinaia di atti firmati: le responsabilità oggi sono esclusivamente della maggioranza”.

Il nodo dei rimborsi e l’annullamento in autotutela

Il punto centrale della vicenda riguarda la legittimità dei rimborsi concessi. Secondo i consiglieri di minoranza, gli atti sarebbero stati privi di un’istruttoria adeguata, di presupposti verificati e di una motivazione puntuale.  “Un atto amministrativo senza controlli formali e sostanziali è un atto illegittimo”, viene ribadito.  Da qui la domanda politica: se gli atti erano corretti, perché procedere con l’annullamento in autotutela? L’opposizione sostiene che il ritiro non sarebbe stato spontaneo, ma arrivato solo dopo che l’ex consigliere di maggioranza Carmine Vacchio aveva preannunciato iniziative formali. “Senza quella pressione, l’atto sarebbe stato ritirato?”, è l’interrogativo posto pubblicamente.

Tempistiche e trasparenza

Altro elemento oggetto di contestazione riguarda le tempistiche di pubblicazione degli atti. Secondo quanto riferito, per rendere disponibile una precedente delibera sarebbero servite settimane e ripetute PEC dell’opposizione. Diversamente, l’ultima delibera sarebbe stata pubblicata in meno di 24 ore. Un’accelerazione che, secondo i consiglieri di minoranza, avrebbe consentito l’avvio dei termini per la procedura di incompatibilità nei confronti del capogruppo di opposizione.  “Quando si tratta di trasparenza si rallenta, quando si tratta di colpire politicamente un consigliere si accelera”, affermano.

La richiesta: Consiglio comunale aperto

Alla luce della vicenda, cittadini e opposizione chiedono formalmente la convocazione di un Consiglio comunale aperto, “atti alla mano e davanti alla comunità”, per chiarire ogni aspetto della questione.  “Se la maggioranza è certa della correttezza del proprio operato – concludono – non dovrebbe avere timore di spiegare tutto pubblicamente. La legalità non si proclama contro gli altri, si dimostra con atti solidi, trasparenti e inattaccabili”.  Il confronto politico, intanto, resta acceso. E il dibattito è destinato a proseguire nelle prossime settimane, dentro e fuori l’aula consiliare.

di Marco Iandolo