Una scia di dibattiti e discussioni ha preso vita sui social media e non solo a seguito della pubblicazione di una cartolina natalizia da parte di +Europa, che mostra una serie di natività non convenzionali. Al centro delle rappresentazioni troviamo due figure della Madonna, una Madre single con i suoi bambini e due Giuseppe accanto a un Gesù bambino di colore, accompagnate dal messaggio provocatorio: “Il bello delle tradizioni… è che possono cambiare”.
La cartolina ha suscitato l’ira di numerosi politici e utenti, in particolare all’interno del partito Fratelli d’Italia. Anita Likmeta, imprenditrice italo-albanese e fino a poco tempo fa membro del partito +Europa, ha preso una posizione decisa su questa scelta, annunciando il suo addio al partito con un messaggio eloquente e critico riguardo la politica di comunicazione scelta da +Europa.
Il tema delle tradizioni natalizie, e in particolare del presepe, assume una rilevanza culturale e religiosa importante in Italia. Le rappresentazioni alternative divulgate da +Europa cercano di mettere in luce la diversità e l’inclusione all’interno della società moderna, ma hanno provocato reazioni dai toni accusatori da parte di esponenti politici oppositori.
Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr al Parlamento Europeo, ha espresso il suo disappunto in modo laconico, definendo il gesto patetico. Al suo commento si aggiunge quello di Lavinia Mennuni, che accusa +Europa di deridere uno dei simboli più sacri della tradizione cristiana, evidenziando la possibilità di intervenire legislativamente per tutelare la composizione tradizionale del presepe.
Anche Antonio Baldelli di Fratelli d’Italia ha rilasciato dichiarazioni in merito, sottolineando l’importanza religiosa e tradizionale del presepe per i cattolici di tutto il mondo. La sua posizione si allinea con quella dei suoi colleghi di partito, riproponendo l’idea che il presepe andrebbe rispettato nella sua forma originale e non usato per scopi politici o di visibilità.
Questo evento riaccende la discussione su come possano convivere l’adesione alla tradizione e l’apertura alla diversità nella società contemporanea. Da un lato ci sono coloro che difendono la tradizione come fondamento intoccabile del patrimonio culturale e religioso, dall’altro si trovano i sostenitori di una visione più ampia e inclusiva delle rappresentazioni sociali e religiose. Il confronto che è seguito alla pubblicazione della cartolina di +Europa è emblematico di una società in continua evoluzione, in cui il dialogo e la comprensione delle reciproche posizioni appaiono sempre più necessari.
