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Presidente FIA Ben Sulayem sotto inchiesta per possibili interferenze in Formula 1

In SPORT
Marzo 04, 2024

La Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) si trova attualmente al centro di un’inquietante controversia che riguarda il suo presidente, Mohammed Ben Sulayem. L’alto dirigente è oggetto di una delicata indagine a seguito di presunte interferenze relative a una penalità attribuita al pilota dell’Aston Martin, Fernando Alonso, durante il Gran Premio dell’Arabia Saudita del 2023. Un informatore, come riportato dalla prestigiosa testata giornalistica BBC, avrebbe presentato alla FIA prove sostenendo che Ben Sulayem avrebbe esercitato pressione per l’annullamento della sanzione nei confronti del campione spagnolo.

Il nucleo della vicenda ruota attorno a una telefonata in cui si presume che Ben Sulayem abbia contattato lo sceicco Abdullah bin Hamad bin Isa Al Khalifa, detentore del ruolo di vicepresidente della FIA per il Medio Oriente e Nord Africa, presente a Jeddah per la competizione. Durante la conversazione, Ben Sulayem avrebbe sollevato dubbi sulla liceità della penalità a carico di Alonso, consistente in un tempo aggiuntivo di 10 secondi imposto per modifiche alla monoposto in un momento in cui il pilota era già soggetto a una diversa penalità di cinque secondi.

L’accusa si fonda in buona parte su un malinteso linguistico. Il dossier, redatto da Paolo Basarri, responsabile per la conformità degli atti in pista, utilizza il termine “to pretend” che, tradotto, può suggerire un’azione imperativa di Ben Sulayem sugli steward in merito al loro verdetto.

L’aspetto etico e procedurale di tale manovra rappresenta il fulcro delle indagini del comitato etico della FIA, che dovrà stabilire se ci sia stata effettivamente un’ingerenza inappropriata da parte del presidente. Questa fase investigativa, come anticipato, potrebbe estendersi per un periodo compreso tra le quattro e le sei settimane. Durante questo lasso di tempo verranno vagliate le informazioni a disposizione, al fine di produrre un report che possa fare chiarezza sulla reale dinamica degli eventi.

Il regolamento della FIA è molto rigido in merito alle procedure di penalizzazione e la loro contestazione deve seguire canali formalmente stabiliti. Una qualunque deviazione da questo percorso, specie se proveniente dal vertice dell’organizzazione, potrebbe avere gravi ripercussioni sulla sua credibilità e integrità, oltre a gettare una luce negativa sull’intero mondo della Formula 1.

Il caso solleva pertanto preoccupazioni non soltanto relative all’operato individuale di Ben Sulayem, ma anche riguardo alla trasparenza e all’imparzialità che dovrebbero sempre caratterizzare il governo degli sport motoristici a livello internazionale. La comunità automobilistica internazionale attende quindi con ansia il chiarimento della situazione, nella speranza di poter continuare a godere delle emozioni del motorsport in un clima di incontestabile equità e correttezza.