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Prezzo del grano in caduta libera: toccati i minimi dal 2020

In ECONOMIA
Marzo 06, 2024

In una fase di turbolenze per i mercati globali, il settore agricolo non è esente da sviluppi significativi. Un evento destando particolare attenzione è la drastica riduzione dei prezzi del grano, che segnala cambiamenti rilevanti nelle dinamiche di offerta e domanda del mercato cerealicolo.

Le quotazioni del grano hanno subito un calo notevole, proseguendo una tendenza al ribasso cominciata più di una settimana fa. La discesa si è accentuata, facendo registrare cifre che non si vedevano da quasi tre anni e mezzo. Sulla borsa merci europea di Euronext, i prezzi per il contratto con scadenza a marzo sono scesi fino a 183,5 euro per tonnellata, rivelando un marcato decremento che risale all’agosto del 2020.

Questo fenomeno non è isolato all’Europa, ma si riflette anche nei listini di altri mercati internazionali. Ad esempio, alla Borsa di Chicago, il prezzo del grano americano della varietà Srw (Soft red winter wheat) ha toccato il fondo da oltre tre mesi, attestandosi a 5,475 dollari per staio, che corrisponde approssimativamente a 27 kg.

Una delle cause principali di questo abbassamento si può rinvenire nell’ingente flusso di grano che proviene dalla regione del Mar Nero. La Russia e l’Ucraina, note come potenze esportatrici nel settore del grano, hanno visto un aumento della loro produzione che, combinato a una politica esportativa aggressiva, ha riversato sul mercato una quantità di prodotto superiore alle aspettative.

Gli analisti sostengono che, oltre all’offerta abbondante dagli stati del Mar Nero, ci potrebbero essere altri fattori che incidono sulla riduzione dei prezzi. Tra questi, un possibile rallentamento della domanda globale dovuto a dinamiche economiche in atto e alle politiche dei diversi paesi rispetto ai loro stock alimentari.

Gli agricoltori europei si trovano ora sotto pressione, pensando alle prospettive di vendita del proprio raccolto. Questa situazione potrebbe avere impatti economici non trascurabili sul reddito degli agricoltori e sull’economia rurale in generale.

La caduta dei prezzi potrebbe, d’altra parte, avere effetti benefici sui consumatori, potenzialmente portando a una diminuzione dei costi dei prodotti alimentari a base di grano nei supermercati. Tuttavia, tali dinamiche potrebbero non essere immediatamente evidenti, data la complessità delle catene di approvvigionamento e dei meccanismi di pricing.

Da tenere d’occhio saranno anche le ripercussioni che questo schiacciamento dei prezzi avrà sulle politiche agricole e sui sussidi diretti agli agricoltori, in un momento in cui si discutono a vari livelli internazionali modi per rendere l’agricoltura più sostenibile e meno dipendente dalle fluttuazioni di mercato.

In definitiva, il recente crollo dei prezzi del grano rappresenta un segnale significativo del continuo dinamismo dei mercati globali, un fattore con molteplici implicazioni a cascata per l’economia e la politica internazionale.