Il silenzio del capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Maurizio Petracca, sulle imminenti elezioni per la Presidenza della Provincia di Avellino potrebbe interrompersi già nelle prossime ore, subito dopo la conclusione del primo turno delle amministrative nel capoluogo irpino. Da giorni, infatti, amministratori locali, dirigenti di partito e consiglieri comunali attendono una presa di posizione chiara del consigliere regionale rispetto all’appuntamento del 6 giugno. Ma da Petracca, almeno ufficialmente, nessuna parola. Un silenzio che nel Pd irpino viene interpretato come una precisa scelta politica. Sul tavolo c’è il futuro dell’attuale presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, la cui ricandidatura continua a dividere il centrosinistra. Petracca, secondo molti osservatori, starebbe lavorando per evitare la riconferma di Buonopane senza però esporsi pubblicamente, nel tentativo di contenere eventuali ripercussioni politiche interne. Il quadro si complica ulteriormente per la presenza dello sfidante Fausto Picone, figura che non appartiene al Pd e che non rappresenta ufficialmente una candidatura espressione del campo largo. Una situazione che rende ancora più fragile l’equilibrio interno ai democratici e che alimenta dubbi e tensioni tra amministratori e dirigenti locali. Dietro il silenzio pubblico, però, si muoverebbero trattative ben più ampie. Secondo indiscrezioni che circolano con insistenza negli ambienti politici irpini, Petracca starebbe costruendo un’intesa con il consigliere regionale Enzo Alaia per consolidare nuovi equilibri attorno all’Asi di Avellino. L’obiettivo sarebbe quello di garantire la riconferma di Pasquale Pisano alla guida dell’ente industriale, considerato uno snodo strategico nel riassetto degli equilibri provinciali. Una partita politica che avrebbe già prodotto le prime conseguenze interne. Tra queste anche il ridimensionamento delle ambizioni di Nicola Giordano, la cui candidatura al Consiglio comunale di Avellino sarebbe stata di fatto depotenziata per evitare interferenze negli accordi in costruzione. Un passaggio che avrebbe alimentato malumori e frizioni all’interno dello stesso Partito Democratico. Secondo diversi amministratori locali, Petracca avrebbe scelto di congelare ogni discussione interna fino al voto provinciale, chiedendo prudenza e silenzio per non compromettere gli equilibri in fase di costruzione. Una linea che sarebbe stata ribadita anche a Marcantonio Spera capogruppo dem in Consiglio Provinciale, che avrebbe chiesto chiarimenti sulla posizione politica da assumere in vista dell’assemblea del 28 maggio chiamata a rinnovare i vertici dell’Asi. Ma il clima nel Pd irpino resta tutt’altro che sereno. La sensazione diffusa è che gli spazi di mediazione siano ormai ridotti e che le caselle da assegnare non bastino più a soddisfare le diverse aree interne. Cresce così il malcontento tra amministratori e dirigenti che, secondo indiscrezioni, starebbero già riconsiderando il sostegno a Picone e lavorando a nuove convergenze politiche per ostacolare la riconferma di Pisano all’Asi. In questo scenario, il silenzio di Petracca continua a pesare come un macigno sugli equilibri del centrosinistra irpino. Un silenzio che per molti rappresenta già una scelta politica precisa e che rischia di trasformarsi, nelle prossime settimane, nell’ennesimo terreno di scontro interno al Pd provinciale.
di Marco Iandolo

