Rizieri Buonopane torna al centro delle manovre politiche irpine. E, ancora una volta, il suo nome si intreccia con quello di Angelo Antonio D’Agostino, riferimento provinciale di Forza Italia e regista silenzioso di molte delle partite che contano ad Avellino. Il sindaco di Montella resta infatti il profilo preferito dall’area riconducibile al sindaco di Montefalcione per la guida di Palazzo Caracciolo, nonostante nel 2021 proprio Buonopane fosse stato l’antagonista capace di battere il fronte politico vicino all’imprenditore biancazzurro. Un rapporto politico antico, fatto di strappi e ricuciture, nato ai tempi di Scelta Civica, quando D’Agostino sedeva in Parlamento e Buonopane costruiva la propria immagine tra l’esperienza calcistica e il lavoro di promozione territoriale al Gal Irpinia-Sannio. Un’intesa poi proseguita anche nel successivo approdo del presidente della Provincia nelle fila del Partito Democratico, partito nel quale Buonopane ha consolidato il proprio percorso amministrativo. Ora la nuova partita per la presidenza della Provincia sembra rinsaldare quel vecchio asse. La domanda che attraversa i corridoi della politica irpina è chiara: sarà proprio D’Agostino a sponsorizzare nuovamente Buonopane? Le indiscrezioni raccontano di un sì, ma senza entusiasmo. I rapporti tra il presidente uscente e diversi amministratori considerati vicini all’area moderata sarebbero ormai logorati. Dai dissapori con il sindaco di Volturara Irpina e consigliere provinciale Marino Sarno, fino alle freddezze con il sindaco di Mercogliano e presidente dell’Ato Rifiuti Vittorio D’Alessio, passando per Paolo Spagnuolo, sindaco di Atripalda, l’ipotesi di una convergenza larga su Buonopane appare sempre più complicata sul piano umano prima ancora che politico. Ed è qui che riaffiorano vecchi rapporti e nuove convenienze. Torna infatti il nome di Fausto Picone, sindaco di Candida e consigliere provinciale, figura che potrebbe rappresentare un punto di equilibrio nelle trattative in corso. Secondo voci insistenti, D’Agostino sarebbe pronto a sostenerne il percorso in cambio di una posizione di vertice da garantire all’area atripaldese tra IrpiniAmbiente e Asi, con Paolo Spagnuolo indicato tra i possibili beneficiari dell’intesa. Più che una strategia politica, una manovra dai contorni marcatamente imprenditoriali, costruita sulla gestione degli equilibri e delle partecipate. In attesa che la corsa per Palazzo Caracciolo entri davvero nel vivo, la sensazione è che in Irpinia i vecchi amori politici continuino a fare lunghi giri, salvo poi ritrovarsi sempre al punto di partenza.
di Marco Iandolo

