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Prudenza nei Mercati Europei in Attessa degli Orientamenti di Politica Monetaria

In ECONOMIA
Febbraio 21, 2024
Piazza Affari cresce timidamente, occhi puntati sui verbali di Fed e Bce e sul dato dell'inflazione europea.

Nella giornata di ieri, la Borsa di Milano ha proseguito il suo cammino con un cauto rialzo, in linea con l’atteggiamento guardingo assunto dalle altre principali Borse europee. Gli investitori sono in attesa di ricevere maggiori indicazioni in merito alla direzione che la politica monetaria prenderà a seguito della pubblicazione dei verbali della Federal Reserve (Fed) degli Stati Uniti e della Banca Centrale Europea (Bce), previsti rispettivamente per domani e giovedì. Inoltre, si guarda con interesse alla divulgazione del dato finale sull’inflazione di gennaio nell’Eurozona, altresì atteso per giovedì.

Milano e Londra hanno mostrato un modesto incremento dello 0,1%, mentre Parigi ha segnato un più consistente +0,2%. D’altra parte, Francoforte si è mossa in controtendenza, segnando una flessione dello 0,3%. Lo sguardo degli investitori si è poi posato con una certa apprensione ai mercati statunitensi, dove i future su Wall Street si sono mostrati in rosso. Questa condizione deriva anche dal fatto che la borsa americana riaprirà dopo la chiusura per il Presidential Day e, soprattutto, in previsione del resoconto trimestrale di Nvidia, la cui quotazione risultava in calo nel pre-market. Da segnalare, invece, l’impennata di Discover Financial Services, favorita dall’annuncio dell’acquisizione da parte di Capital One.

I mercati restano altresì sotto la pressione derivante dalle preoccupazioni sulla saluta economica della Cina, dove la banca centrale ha posto in essere un taglio dei tassi a cinque anni di 25 punti base, nella speranza di instillare nuova vitalità in un’economia che sta mostrando segnali di rallentamento.

In Piazza Affari si sono distinte, in senso positivo, alcune aziende come Unipol, che ha registrato un incremento del 2,1%, Diasorin con un +1,5%, e una serie di utilities, con A2A in testa (+1,2%), seguita da Enel (+1%), Hera (+0,9%) e Snam (+0,9%). Da menzionare anche Generali, in rialzo dello 0,5%, alla luce dell’operazione di acquisto di una parte della sua quota da parte della Fondazione Crt, arrivata ora al 2%. Per quanto riguarda Nexi, si segnala una variazione limitata (-0,1%) mentre l’azienda è impegnata in discussioni con i sindacati per la definizione di un accordo riguardante circa 400 uscite incentivanti e volontarie sul territorio italiano.

Sul fronte negativo, invece, si piazzano Iveco, con un calo del 2,8%, Tenaris e Tim, entrambe con un ribasso dell’1,4%, quest’ultima in particolare segna un passo indietro dopo le recenti crescite sostenute da un report di Bank of America.

Tra i settori che hanno mostrato debolezza troviamo il comparto bancario, con Bper in ribasso dell’1% e Mps che perde lo 0,6% in un contesto in cui il Ministero del Tesoro può riprendere la vendita delle sue azioni dopo la scadenza del periodo di lockup. Anche il settore del risparmio gestito mostra segnali di flessione, con Banca Generali che registra un -1,2% e Mediolanum che scende dello 0,6%.

Infine, per quanto concerne i mercati obbligazionari, i bond sono rimasti relativamente stabili con lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi che si è mantenuto sostanzialmente invariato a 148 punti base. I rendimenti, al contrario, hanno segnato un leggero decremento, con quelli dei titoli decennali italiani che hanno perso 3 punti base, attestandosi al 3,86%. Sul fronte energetico, il petrolio ha mostrato segnali di debolezza, con il Wti che ha subito una contrazione dello 0,4% scendendo a 78,83 dollari al barile. D’altro canto, il gas europeo (Ttf) ha evidenziato una progressione dell’1,5%, salendo a 24,1 euro al megawattora.