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Referendum sull’Autonomia Differenziata: Il Sud al Centro della Scena

In POLITICA
Luglio 06, 2024

Il recente deposito del quesito referendario che mira a contrastare il progetto di autonomia differenziata ha acceso un faro sull’allarme quorum sollevato da Carlo Calenda. L’ex ministro, distaccandosi dalla schiera di partiti dell’opposizione, ha sottolineato la necessità di mobilitare ben tredici milioni di italiani in più per garantire il raggiungimento del quorum, essenziale per la validità del referendum. Un obiettivo non semplice, che mette a dura prova il fronte opposto alla riforma.

I promotori del referendum, tuttavia, non si lasciano intimidire facilmente e pongono le loro speranze soprattutto sulle regioni del Sud Italia, dove il fronte progressista ha mostrato notevole tenacia nelle recenti elezioni europee. Michele Emiliano, governatore della Puglia, ha espresso fiducia riguardo l’ampio dissenso popolare nei confronti dell’autonomia differenziata, evidenziando una resistenza radicata che potrebbe influenzare l’esito della votazione.

L’opposizione si è schierata quasi all’unanimità nel depositare il quesito referendario in Corte di Cassazione. Tra i firmatari ci sono stati Cgil, Uil e varie associazioni civiche e ambientaliste, dai cattolici delle Acli fino a Legambiente e WWF. L’unico partito a marciare in solitaria è stato Azione, che, pur avendo considerato l’ipotesi di unirsi alla campagna referendaria, ha deciso di prendere le distanze per motivazioni pragmatiche, come evidenziato da Calenda.

Da parte sua, Emma Bonino è salita al fronte per esortare all’azione contro l’autonomia differenziata, vedendola come una minaccia all’unità nazionale. In Campania, il presidente Vincenzo De Luca ha interpretato la sfida in termini di equità regionale e potenzialità compartite, suggerendo che senza una distribuzione equa delle risorse, non può esserci una vera competizione per l’efficienza.

Dal canto suo, il ministro Roberto Calderoli ha commentato sarcasticamente l’iniziativa referendaria, paragonandola a un’orchestra che suona mentre il Titanic affonda, focalizzandosi sulla fretta degli avversari politici di abolire una legge non ancora in vigore.

Nel frattempo, l’assemblea nazionale di Sinistra Italiana, con il segretario Nicola Fratoianni, rilancia l’importanza di unire le forze per costruire un’alternativa credibile. L’adesione del Movimento 5 Stelle al gruppo europeo “The Left” rappresenta un ulteriore passo verso l’ancoraggio di queste forze in un solidale campo politico.

In questo scenario, il Sud svolge un ruolo chiave. I suoi vasti bacini elettorali potrebbero infatti inclinare decisamente la bilancia verso il raggiungimento del quorum, trasformando il referendum in un vero e proprio termometro dell’opinione pubblica italiana sulla questione dell’autonomia differenziata. Con il supporto delle regioni meridionali, i promotori del referendum sperano di scrivere una nuova pagina nella storia politica italiana, ribadendo il loro impegno a favore dell’unità e della parità tra le regioni. Una sfida complessa, che si dipanerà nei mesi a venire, ricca di strategie politiche e di appelli al senso civico dei cittadini.