Un colloquio riservato, ma tutt’altro che secondario nel mosaico delle Regionali 2025 in Campania, si è svolto ieri a margine dell’assemblea degli industriali di Napoli. Nella stessa stanza, per una ventina di minuti, si sono ritrovati Roberto Fico, esponente del Movimento 5 Stelle e nome forte del campo progressista, Antonio D’Amato, ex presidente di Confindustria ed espressione del mondo produttivo, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, e i vertici nazionali e locali di Confindustria: Emanuele Orsini e Costanzo Jannotti Pecci. Un incontro breve ma significativo, avvenuto lontano dai riflettori, prima dell’avvio ufficiale dei lavori dell’assemblea partenopea. Un confronto che lascia intendere che i giochi per la successione a Vincenzo De Luca sono ufficialmente aperti e che i principali stakeholder regionali si muovono con discrezione ma decisione.
Fico in pole per il centrosinistra, ma senza investitura formale
Pur senza un’investitura ufficiale, il nome di Roberto Fico è ormai sempre più accostato alla candidatura per la presidenza della Regione. L’ex presidente della Camera, forte di una lunga esperienza istituzionale e di un consolidato rapporto con Manfredi, sta intensificando la sua presenza sul territorio: eventi pubblici, incontri, visite simboliche. Una strategia da “campagna elettorale in pectore”, che non passa inosservata. L’alleanza giallo-rossa (M5S–PD–liste civiche) potrebbe trovare proprio in Fico un nome di sintesi, capace di tenere unito il campo progressista e di offrire discontinuità rispetto al decennio di De Luca senza rinnegare i punti di forza della sua gestione, soprattutto in ambito infrastrutturale e sanitario.
Antonio D’Amato, l’outsider civico del centrodestra?
In parallelo, nel centrodestra si fa strada l’ipotesi di una candidatura civica o tecnica. In questo contesto si inserisce il nome di Antonio D’Amato, già numero uno degli industriali italiani, imprenditore rispettato e con un profilo “istituzionale” che potrebbe rassicurare sia l’elettorato moderato sia i partiti in cerca di una figura autorevole al di fuori degli equilibri interni. D’Amato, pur non avendo ancora commentato pubblicamente le indiscrezioni, è considerato un “nome buono per tutte le stagioni”, specie nel caso in cui la coalizione di centrodestra dovesse optare per una soluzione esterna ai partiti, come già avvenuto in passato in altre Regioni.
Manfredi regista silenzioso, Confindustria osservatore attivo
La presenza del sindaco Gaetano Manfredi – figura-ponte tra istituzioni, mondo universitario e industriale – nel colloquio informale rafforza l’idea di un dialogo trasversale tra politica e società civile, in una fase in cui la credibilità dei candidati diventa cruciale. Manfredi, da tempo vicino a Fico, resta però defilato rispetto ai giochi regionali, pur giocando un ruolo chiave nella costruzione delle alleanze e nella promozione di un confronto non ideologico. Confindustria, attraverso il presidente nazionale Orsini e il vertice campano Jannotti Pecci, si conferma un attore influente nella scelta del prossimo presidente regionale, non tanto come “kingmaker”, ma come soggetto capace di orientare l’opinione pubblica su priorità come sviluppo, infrastrutture, investimenti e lavoro.
Assente De Luca, presente l’incertezza sulla data del voto
A fare notizia, in negativo, anche l’assenza del governatore uscente Vincenzo De Luca, impegnato a Pontecagnano per il primo anniversario dell’aeroporto di Salerno. Un’assenza che alimenta la percezione di una fase di transizione ormai in atto, con un De Luca politicamente indebolito e sempre più lontano dal centro della scena, in attesa che venga ufficializzata la data delle elezioni, attualmente prevista tra ottobre e novembre.
Uno scenario in movimento
Il confronto tra Fico e D’Amato, sebbene informale, mostra che i partiti stanno valutando profili con esperienza e credibilità per affrontare una campagna elettorale che si preannuncia difficile e combattuta. La Campania resta una Regione chiave, simbolica e strategica per entrambe le coalizioni. Tra candidature civiche, equilibri politici e interlocuzioni trasversali, i prossimi mesi saranno decisivi. Ma se le indiscrezioni di oggi saranno confermate dai fatti, l’assemblea degli industriali di Napoli potrebbe passare alla storia come il primo “palcoscenico ombra” della sfida per il dopo-De Luca.
di Marco Iandolo

