990 views 3 mins 0 comments

Riapertura delle scuole, tra entusiasmo e timori: il nodo del bullismo.

In ATTUALITA', IN EVIDENZA, OPINIONE
Settembre 05, 2025
Alla vigilia del nuovo anno scolastico, la sfida è chiara: offrire ai ragazzi non soltanto nozioni, ma un ambiente sicuro, in cui crescere imparando il valore del rispetto reciproco.

L’estate volge al termine e in molte famiglie italiane si respira l’entusiasmo tipico della riapertura delle scuole. C’è la corsa agli ultimi quaderni, la curiosità di rivedere i compagni, l’attesa per le nuove sfide. Ma insieme alla frenesia cresce anche un pensiero che turba non pochi genitori: “E se mio figlio fosse vittima di bullismo?”. Il timore non è infondato. Secondo l’Osservatorio Indifesa di Terre des Hommes, strumento nato per ascoltare la voce dei ragazzi e delle ragazze italiani su temi come violenza di genere, discriminazione, bullismo e cyberbullismo, oltre un adolescente su due ha assistito o subito episodi di violenza tra pari, con una forte incidenza del cyberbullismo. “I social amplificano dinamiche di esclusione e derisione, rendendo il fenomeno più visibile e pervasivo”, ha ricordato più volte Elena Ferrara, promotrice della legge 71/2017. La prevenzione parte da casa. Pedagogisti come Alberto Pellai sottolineano l’importanza di uno stile educativo “autorevole”: né autoritario, né permissivo. Bambini abituati a confini chiari, ma accompagnati da ascolto e affetto, crescono più capaci di gestire conflitti e frustrazioni. Al contrario, modelli genitoriali rigidi o iperprotettivi rischiano di generare fragilità emotive o comportamenti aggressivi. Anche il mondo scolastico è chiamato a fare la sua parte. Non basta introdurre lezioni contro il bullismo: serve una vera e propria cultura della convivenza. Il Piano nazionale del Ministero dell’Istruzione invita gli istituti a nominare referenti, attivare sportelli di ascolto e coinvolgere gli studenti in attività cooperative. “Occorre insegnare ai ragazzi a riconoscere le emozioni, a gestire la rabbia e a trovare soluzioni non violente ai conflitti”, ha sottolineato la psicologa Anna Oliverio Ferraris. Una sfida che richiede tempo e costanza, ma che può rendere la scuola un luogo realmente inclusivo. Gli insegnanti restano figure chiave. La loro osservazione quotidiana consente di cogliere segnali di isolamento o aggressività. Tecniche come la sociometria (la scienza che studia e misura le relazioni interpersonali all’interno di un gruppo), i lavori di gruppo e una comunicazione positiva possono fare la differenza. Anche la collaborazione con le famiglie è essenziale: nessun percorso di prevenzione può funzionare senza un dialogo aperto e continuo tra scuola e genitori. Il bullismo non è solo un problema scolastico: riguarda l’intera società. Il linguaggio pubblico, i modelli culturali, i contenuti digitali che circolano nelle case contribuiscono a definire il modo in cui i ragazzi imparano a relazionarsi.  Alla vigilia del nuovo anno scolastico, la sfida è chiara: offrire ai ragazzi non soltanto nozioni, ma un ambiente sicuro, in cui crescere imparando il valore del rispetto reciproco. Perché la scuola non deve mai essere teatro di paura, ma luogo di crescita e fiducia.

di Giuseppe Di Giacomo