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Rifondazione Comunista si sfila dalle amministrative di Avellino

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Aprile 23, 2026
La Federazione Irpina rinuncia al “campo largo”: “Nessuna discontinuità reale con il passato. Saremo opposizione sociale”.

La segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista – Federazione Irpina – ha deciso di non partecipare alle prossime elezioni amministrative di Avellino, chiamandosi fuori anche dal cosiddetto “campo largo”. La decisione è maturata al termine di un confronto interno al Comitato Politico Federale, riunitosi nella serata di giovedì 23 aprile.  Una scelta definita «difficile ma inevitabile», motivata dalla volontà di mantenere una linea di coerenza politica. Al centro della rottura, la mancata garanzia di una discontinuità netta rispetto alle precedenti esperienze amministrative cittadine. Il partito aveva infatti posto come condizione imprescindibile l’esclusione di figure legate alle passate giunte, tra cui quella guidata da Gianluca Festa.   Secondo Rifondazione, alle rassicurazioni ricevute durante i tavoli di confronto non sarebbero seguiti segnali concreti. “La politica si giudica dai fatti, non dalle formule”, si legge nella nota, sottolineando come la condizione posta sia rimasta disattesa. Da qui la decisione di non aderire a coalizioni che, a loro avviso, non segnano un reale cambio di passo.   Il partito rivendica inoltre di non aver avanzato richieste legate a incarichi o rappresentanza, ma esclusivamente una linea politica chiara. “Non abbiamo chiesto poltrone né assessorati, ma solo che la nuova Avellino non nascesse con le stesse responsabilità del passato”, affermano.  Pur restando fuori dalla competizione elettorale, Rifondazione Comunista annuncia che non abbandonerà il terreno politico. L’impegno proseguirà fuori dalle istituzioni, con una presenza attiva nei quartieri e nelle vertenze sociali. “Non saremo nei palazzi del potere, ma continueremo a essere nelle strade”, è la linea indicata.  La Federazione Irpina si propone così come opposizione sociale, alternativa sia alla destra sia a un centrosinistra ritenuto incapace di una vera rottura con le precedenti esperienze amministrative. Una posizione che il partito definisce coerente, pur riconoscendone il costo politico.  La scelta segna un passaggio significativo nel quadro pre-elettorale cittadino, aprendo interrogativi sugli equilibri del fronte progressista e sugli effetti che l’assenza di Rifondazione potrà avere nella competizione per Palazzo di Città.

di Marco Iandolo