Un appello netto alla pace e alla neutralità dell’Italia nello scenario internazionale. È la posizione espressa da Marco Rizzo, coordinatore nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare, che in una dichiarazione pubblica ha ribadito la contrarietà a qualsiasi coinvolgimento del nostro Paese in operazioni militari contro l’Iran. “Ribadiamo il nostro più convinto no alla guerra”, ha affermato Rizzo, sottolineando come l’Italia debba restare estranea a quella che definisce una “pericolosa spirale di aggressività bellicista”. Secondo il leader politico, il Governo e il Parlamento dovrebbero assumere una posizione chiara per evitare ogni forma di partecipazione diretta o indiretta ad azioni militari.
Il nodo delle basi militari
Al centro della dichiarazione anche la questione dell’utilizzo delle basi presenti sul territorio nazionale. Rizzo ha chiesto esplicitamente che nessuna infrastruttura militare italiana venga impiegata per eventuali attacchi contro l’Iran. Una richiesta che si inserisce nel più ampio dibattito sul ruolo dell’Italia nelle alleanze militari internazionali e sulla presenza di strutture utilizzate nell’ambito della cooperazione con i partner occidentali.
Il richiamo alla Costituzione
Nel suo intervento, Rizzo ha inoltre richiamato il rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione italiana, che sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Secondo il coordinatore di Democrazia Sovrana e Popolare, proprio questo principio dovrebbe guidare le scelte della politica estera italiana in una fase internazionale segnata da forti tensioni geopolitiche.
“Diplomazia e dialogo come unica via”
La posizione espressa da Rizzo punta dunque a una linea di neutralità e alla promozione della diplomazia come strumento principale per la gestione dei conflitti. “L’Italia deve rimanere neutrale – ha dichiarato –. Noi siamo per la pace e per la diplomazia”. Un messaggio che si inserisce nel confronto politico interno sul ruolo dell’Italia nelle crisi internazionali e sulla necessità, secondo alcune forze politiche, di privilegiare il dialogo e le iniziative diplomatiche rispetto alla partecipazione a operazioni militari.
di Fausto Sacco

