Ufficialmente si tratta di una pausa di riflessione. Nella sostanza, invece, il rinvio di 48 ore deciso dal centrodestra salernitano rappresenta un passaggio delicato per ricucire strappi interni e trovare una sintesi politica in vista delle Provinciali 2026. Nel pomeriggio di ieri si è tenuto un primo vertice tra le forze della coalizione – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati – con l’obiettivo di individuare un candidato unitario da contrapporre a quello già espresso dal centrosinistra, Geppino Parente. Sul tavolo, però, non c’è solo la scelta del nome, ma un equilibrio politico molto più ampio che coinvolge anche le dinamiche locali nei principali Comuni del territorio. Il profilo che, al momento, appare più competitivo è quello di Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati ed esponente di Forza Italia. Tuttavia, proprio attorno alla sua candidatura si stanno concentrando le principali resistenze: gli alleati, infatti, avrebbero provato a legare il sostegno alle Provinciali a un accordo complessivo anche sulle amministrazioni comunali. I dossier più complessi restano quelli di Pagani e Salerno, dove le divisioni interne alla coalizione sono ancora evidenti e rischiano di riflettersi sulla scelta del candidato provinciale. Situazione diversa, invece, a Cava de’ Tirreni e Campagna, dove l’unità del centrodestra sembra già consolidata e non rappresenta un ostacolo nella trattativa. A rendere ancora più teso il clima contribuiscono i recenti scambi di accuse, anche a mezzo social, tra esponenti di primo piano della coalizione. Segnali di una frattura non solo politica ma anche personale, che richiede ora un lavoro di mediazione per evitare ripercussioni più profonde. Le prossime ore saranno decisive. Il centrodestra è chiamato a scegliere se convergere su un nome condiviso, costruendo al contempo un accordo più ampio sui territori, oppure se optare per una soluzione alternativa capace di ridurre le tensioni interne. Sullo sfondo resta il rischio di un’unità solo formale, che potrebbe indebolire la coalizione proprio nel momento in cui è chiamata a competere per la guida della Provincia.
di Marco Iandolo

