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Salerno, Provinciali 2026, deleghe ancora ferme: stallo nella maggioranza a Palazzo Sant’Agostino

In CAMPANIA, POLITICA, SALERNO
Febbraio 15, 2026
A oltre un mese dal voto nessuna assegnazione ufficiale ai consiglieri. Pesano i nodi politici interni al centrosinistra e l’attesa del via libera da PSI e segreteria regionale del PD.

È passato più di un mese dalle elezioni provinciali del 2026, ma a Palazzo Sant’Agostino il nuovo corso amministrativo sembra procedere con il freno a mano tirato. Nonostante il voto abbia ridisegnato gli equilibri politici all’interno del Consiglio Provinciale di Salerno, ad oggi non c’è ancora traccia delle deleghe ufficiali da assegnare ai consiglieri di maggioranza.  Un ritardo che pesa, soprattutto alla luce delle dimissioni dell’ex presidente Vincenzo Napoli, che hanno portato al passaggio di consegne in favore del vicepresidente facente funzioni Giovanni Guzzo. Un cambio di guida che avrebbe dovuto segnare una rapida fase di riorganizzazione politica e amministrativa, ma che invece sta incontrando più di un ostacolo.  Secondo quanto filtra dagli ambienti della maggioranza, sull’elenco definitivo delle deleghe mancherebbe ancora il via libera politico del Partito Socialista Italiano, forza determinante negli equilibri della coalizione, oltre al sì finale del segretario regionale del Partito Democratico, Piero De Luca.  Una situazione che evidenzia come, al di là dei risultati elettorali, la vera partita si stia giocando sul piano politico, tra pesi interni, richieste di rappresentanza e delicati equilibri tra le diverse anime del centrosinistra. Le deleghe, infatti, non sono solo uno strumento amministrativo, ma rappresentano la concreta misura del potere e dell’influenza dei singoli consiglieri all’interno dell’ente. Intanto, per cercare di sbloccare l’impasse, nella giornata di domani potrebbe tenersi una prima riunione di maggioranza tra il presidente facente funzioni Guzzo e i consiglieri provinciali. Un incontro che dovrebbe servire a una “limatura finale” sulle deleghe, ma che rischia di trasformarsi nell’ennesimo tavolo di confronto senza esiti immediati. Nel frattempo, la macchina amministrativa resta sospesa in una fase di transizione che inizia a destare più di qualche malumore, sia tra gli addetti ai lavori che tra i sindaci del territorio, in attesa di interlocutori politici pienamente operativi su temi cruciali come viabilità, edilizia scolastica, ambiente e pianificazione territoriale. Il rischio concreto è che lo stallo politico finisca per rallentare ulteriormente l’azione della Provincia in un momento in cui, tra fondi PNRR e programmazione europea, le scelte da compiere richiederebbero invece rapidità, chiarezza e una governance stabile. In caso contrario, il “dopo voto” rischia di diventare un lungo e silenzioso dopoguerra.

di Marco Iandolo