Napoli si stringe intorno al suo patrono per la festa di San Gennaro, la giornata più attesa dell’anno. Nel Duomo, gremito di fedeli e telecamere, l’attenzione sarà tutta rivolta alle ampolle con il sangue del santo martire del IV secolo: il miracolo della liquefazione, che si ripete tre volte l’anno, in questa data assume un valore speciale per la città. La vigilia, il 18 settembre, ha visto il corteo del Comitato San Gennaro muovere da San Giorgio Maggiore a Forcella verso la Cattedrale, accompagnato dalla fanfara dei Carabinieri, con i Vespri e il rito del Lucernario. Oggi, dalle prime ore del mattino, il programma prevede la Messa delle 8:00, la lettura della Passione alle 8:45 e, alle 10:00, l’apertura della cassaforte con le reliquie da parte del cardinale Mimmo Battaglia insieme all’abate Vincenzo De Gregorio, al sindaco Gaetano Manfredi e al governatore Vincenzo De Luca. Se il sangue si scioglierà, l’annuncio verrà dato durante la celebrazione eucaristica e subito dopo l’Arcivescovo mostrerà l’ampolla ai fedeli sulla scalinata del Duomo, in uno dei momenti più intensi della tradizione napoletana. La festa quest’anno coincide con la conclusione del XXXI Sinodo della Chiesa di Napoli, che consegnerà gli orientamenti pastorali per il futuro della diocesi, intrecciando fede e progettualità. Le celebrazioni proseguiranno fino al 26 settembre con l’ottavario di ringraziamento e varie manifestazioni popolari, tra cui la processione al Vomero con i tradizionali fuochi d’artificio in piazza degli Artisti. San Gennaro resta così il cuore pulsante della città: per i credenti segno di protezione, per tutti simbolo di identità e comunità. Napoli, ancora una volta, si racconta al mondo attraverso il suo santo, custode di una tradizione che unisce passato e futuro.
di Fausto Sacco

