Valeria Pirone, preside dell’istituto Marie Curie di Ponticelli, è stata tra le prime a introdurre controlli con polizia e carabinieri per prevenire il possesso di armi bianche tra gli studenti. Due anni fa, dopo il primo sequestro di un coltello, la dirigente aveva già compreso la gravità del fenomeno e, in accordo con il prefetto Michele di Bari, ha avviato pattuglie e controlli periodici con metal detector. Ora il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara vuole estendere l’iniziativa ad altre scuole italiane. “Se questa misura scoraggia anche un solo alunno dal portare un coltello, vale la pena adottarla – spiega Pirone – soprattutto dopo il tragico episodio di La Spezia, dove un 18enne è stato accoltellato da un compagno”. Gli studenti, inizialmente spaventati dalla presenza delle forze dell’ordine, ora accolgono i controlli con serenità. Per la preside, i metal detector rappresentano un’extrema ratio, ma risultano necessari: “Avere un coltellino in tasca è diventata una moda tra i ragazzi, spesso segno di riconoscimento sociale. La scuola da sola non basta più”. Accanto ai controlli, restano fondamentali le attività di sensibilizzazione, per educare gli studenti al rispetto delle regole e alla sicurezza.
di Marco Iandolo

