
Rafforzare la prevenzione, investire nella formazione continua e puntare sull’innovazione tecnologica per costruire una vera cultura della sicurezza condivisa. È questo il messaggio forte emerso dagli Stati Generali della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro, promossi dall’UGL a conclusione della campagna nazionale “Proteggiti, Formati, Amati”. Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo politico e delle parti sociali, con un obiettivo comune: rendere il lavoro un luogo di dignità e non di rischio. Ad aprire i lavori è stata la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, che ha sottolineato come la sicurezza non riguardi soltanto l’integrità fisica, ma anche il benessere psicologico dei lavoratori. “Parlare di sicurezza significa parlare di prevenzione, formazione e informazione – ha dichiarato –. Il decreto sicurezza, recentemente convertito in legge, nasce proprio per rafforzare controlli, accertamenti e diffondere una cultura della sicurezza, dalle scuole alle aziende”. Per Calderone è fondamentale valorizzare le imprese virtuose che investono in dispositivi innovativi e nuove tecnologie, promuovendo al tempo stesso una collaborazione stabile tra Stato, imprese e sindacati. “Serve un nuovo Patto per il lavoro, basato sulla buona contrattazione”, ha aggiunto. Sul tema è intervenuto anche il segretario generale dell’UGL, Paolo Capone, che ha ribadito come la sicurezza sul lavoro sia “un diritto fondamentale e irrinunciabile”. “Non è negoziabile la tutela della vita e della salute dei lavoratori – ha affermato –. Occorrono investimenti mirati, maggiori controlli, formazione adeguata e addestramento pratico. Il lavoro non deve mai trasformarsi in una condanna”. Capone ha definito incoraggianti le risorse stanziate dal Governo, sottolineando però che la vera svolta passa da un impegno concreto e condiviso. “Ricordare chi ha perso la vita sul lavoro non basta: dobbiamo trasformare il dolore in azione. Solo così la memoria può diventare cambiamento”. Agli Stati Generali hanno preso parte anche esponenti del Parlamento e delle istituzioni, tra cui i deputati Chiara Tenerini, Lorenzo Malagola e Tiziana Nisini, il senatore Giorgio Salvitti, insieme a rappresentanti del CNEL, della Presidenza del Consiglio e del mondo della sicurezza sul lavoro. Un confronto che ha rilanciato un messaggio chiaro: la sicurezza non può essere un costo, ma un investimento per il futuro del Paese.
di Fausto Sacco


