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Sindaci, verso la svolta sul terzo mandato: la Lega spinge e la maggioranza tratta

In IN EVIDENZA, POLITICA
Agosto 25, 2026
Nel nuovo riassetto del TUEL potrebbe cadere il limite per i primi cittadini dei Comuni sopra i 15 mila abitanti. Sul tavolo anche il superamento del ballottaggio con il 40% dei voti e nuove regole per i consiglieri nominati assessori.

Potrebbe arrivare una svolta destinata a incidere profondamente sul futuro delle amministrazioni comunali italiane. Nell’ambito della più ampia riforma del Testo Unico degli Enti Locali, la maggioranza di Governo starebbe valutando il superamento del limite del terzo mandato consecutivo per i sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 15 mila abitanti.  Un intervento che, se confermato nel percorso parlamentare, rappresenterebbe una modifica significativa dell’attuale disciplina e che viene letto anche come un risultato politico della linea sostenuta dalla Lega di Matteo Salvini. La proposta si inserirebbe in un progetto più ampio di revisione delle regole che disciplinano le elezioni amministrative e il funzionamento degli enti locali.

Il nodo del terzo mandato

La normativa attuale prevede regole differenti a seconda delle dimensioni demografiche dei Comuni. Per i sindaci dei Comuni sopra i 15 mila abitanti resta oggi il limite dei due mandati consecutivi, salvo le specifiche eccezioni previste dalla legge. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 196 del 2024, ha inoltre ritenuto non fondata la questione di legittimità costituzionale relativa alla mancata previsione del terzo mandato per questi sindaci.  La prospettiva di una modifica legislativa assumerebbe quindi un particolare rilievo: non si tratterebbe semplicemente di interpretare diversamente la normativa esistente, ma di intervenire direttamente sulle regole stabilite dal legislatore. La proposta potrebbe incontrare anche aperture al di fuori della maggioranza, rendendo il confronto parlamentare particolarmente interessante. Da tempo, infatti, anche l’ANCI sostiene il superamento dei limiti di mandato per i sindaci, rivendicando una maggiore uniformità delle regole e una più ampia possibilità per gli elettori di confermare amministratori ritenuti meritevoli.

Ballottaggio, la soglia potrebbe scendere al 40%

La riforma del TUEL potrebbe procedere parallelamente a una revisione della legge elettorale comunale. Tra le ipotesi sul tavolo c’è quella di modificare il meccanismo del ballottaggio nei Comuni con più di 15 mila abitanti. L’obiettivo sarebbe consentire l’elezione del sindaco già al primo turno qualora uno dei candidati raggiunga almeno il 40% dei voti validi. In questo modo il secondo turno non sarebbe più necessario nei casi in cui un candidato riuscisse a superare la nuova soglia. Una proposta in questa direzione è già stata oggetto di discussione parlamentare e di confronto politico. Si tratta di una modifica destinata inevitabilmente a suscitare un confronto acceso tra le forze politiche. Da un lato c’è chi considera il ballottaggio uno strumento utile per garantire un’investitura più ampia al sindaco; dall’altro chi ritiene che una soglia del 40% possa assicurare governabilità evitando il ricorso a un secondo turno.

La novità per i consiglieri nominati assessori

Nel pacchetto di interventi sul Testo Unico degli Enti Locali potrebbe trovare spazio anche una modifica relativa ai consiglieri comunali chiamati a ricoprire l’incarico di assessore.  L’ipotesi è quella di introdurre un meccanismo di “sospensione” dalla carica di consigliere. L’amministratore nominato assessore non perderebbe quindi definitivamente il proprio status di eletto e, in caso di revoca o di dimissioni dall’incarico in Giunta, potrebbe tornare a svolgere il proprio mandato in Consiglio comunale.  Una soluzione che punta a evitare una delle conseguenze attualmente previste nei Comuni interessati dalla disciplina dell’incompatibilità tra le due cariche: nei Comuni con almeno 15 mila abitanti, infatti, la nomina ad assessore comporta oggi la cessazione dalla carica di consigliere.

Una riforma destinata a cambiare gli equilibri nei Comuni

Terzo mandato, ballottaggio e ruolo dei consiglieri nominati assessori sono questioni apparentemente diverse, ma riconducibili a un unico obiettivo: riscrivere alcune delle regole fondamentali del governo locale.  Se il progetto dovesse concretizzarsi, i sindaci dei Comuni più grandi avrebbero la possibilità di sottoporsi nuovamente al giudizio degli elettori anche dopo due mandati consecutivi. Parallelamente, la soglia del 40% potrebbe ridurre sensibilmente il ricorso al secondo turno, mentre il nuovo istituto della sospensione consentirebbe una maggiore continuità tra esperienza consiliare e incarico in Giunta.  Il percorso, tuttavia, non è ancora concluso. Le ipotesi dovranno tradursi in un testo legislativo e affrontare il passaggio parlamentare, dove non mancheranno discussioni e possibili modifiche. Per la politica italiana, però, il segnale è già chiaro: la partita sul futuro dei sindaci è tornata al centro dell’agenda istituzionale. E la Lega, sul tema del terzo mandato, sembra intenzionata a giocare un ruolo da protagonista.

di Fausto Sacco